Francesca Lazzarato

Croce immancabile e delizia improbabile, i programmi culinari sono oggi una piovra televisiva dai mille tentacoli, al punto che sembra ormai imporsi la necessità, se non di un antidoto, almeno di un “digestivo”nostalgico: per esempio le puntate del Viaggio lungo la valle del Po alla ricerca dei cibi genuini di Mario Soldati, o, per gli anglofoni, il birignao settimanale di Julia Child con la sua french way all'aragosta con maionese. E perché, allora, non tirar fuori dall'inesauribile Youtube anche le remote e piacevolissime lezioni di colei che fra gli anni '30 e i primi anni '80 fu la regina dei fornelli argentini, ovvero Petrona Carrizo de Gandulfo (1896-1992), nota semplicemente come Doña Petrona?

Pioniera assoluta della cucina mediatica (esordì in televisione nel 1952, undici anni prima di Julia Child), Doña Petrona è stata un personaggio di grande importanza nella cultura popolare del suo paese, come ci conferma un brillante saggio appena pubblicato da Capital Intelectual: Delicias y sabores. Desde Doña Petrona hasta nuestros días
, della sociologa Andrea Matallana, che attraverso la figura della famosa cuoca analizza il peronismo degli anni '50, le trasformazioni della famiglia e del ruolo femminile, l'avvento e l'influenza della televisione.

Nata a Santiago del Estero, Petrona Gandulfo riuscì a definire una gastronomia nazionale più ampia e varia, capace di esprimere tanto la possibilità di un ampliamento dei consumi, garantita dall'economia del primo peronismo, quanto l'aspirazione a un miglioramento sociale che andava di pari passo con quello della dieta: la storia pubblica e privata di questa donna formidabile si identifica infatti, sottolinea Matallana, con quella della costruzione della classe media in Argentina. Maestra e ispiratrice della padrona di casa capace di amministrare il focolare domestico con polso fermo e di pilotarlo verso un buon vivere non più riservato solo ai ricchi, Petrona era provvista di un intuito imprenditoriale che, da dimostratrice delle prime cucine a gas costretta a lavorare per mantenere la famiglia, la trasformò in una leggenda la cui pietra angolare era e resta El Libro de Doña Petrona/ 1000 Recetas Culinarias, autopubblicato nel 1932 e divenuto una bibbia culinaria tramandata di madre in figlia (è da poco apparsa la centoduesima edizione).

A differenza delle autrici di ricettari consimili - Julia Child con il suo Mastering the Art of French Cooking, Ada Boni e l'intramontabile Talismano della Felicità, la Marquesa de Parabere e il ponderoso La cocina completa, che appartenevano a una borghesia agiata e colta, Doña Petrona era di origini umilissime e attorno a esse aveva organizzato con intelligenza il proprio mito, la narrazione della propria ascesa, senza dubbio in contrasto con il ruolo femminile tradizionale di cui era interprete. Perché dietro ai vezzosi grembiuli, i collier, i tacchi a spillo, la marmorea acconciatura, le ciglia finte e le pantagrueliche ricette che richiedevano fino a diciotto uova per un dolce, c'era una self-made woman di enorme indipendenza, per niente disposta a rinunciare ai suoi sigari avana e ai due whisky quotidiani, pronta a capire l'importanza dei media e capace di usarli come pochi, con un buon senso, un'autorevolezza e una capacità pedagogica impensabili ai tempi di Masterchef.

E la traccia che ha lasciato nell'immaginario non soltanto gastronomico del suo paese è così profonda da aver indotto un uomo di teatro come Alfredo Arias (a sua volta leggendario e primo a mettere in scena la Evita di Copi) a dedicarle una prolungata attenzione, prima nel 2011 con una mostra intitolata Patria Petrona e fatta di variazioni sull'inconfondibile estetica petronista, e poi con uno spettacolo in scena a Buenos Aires proprio in questi giorni, Comedia Repostera, in cui il regista-attore-autore dialoga con la cuoca che si affaccia dallo schermo in bianco e nero e ne ripercorre il ricettario, tra ammaestramenti e consigli di vita, disegnando a memoria un quadro della propria adolescenza e dell'Argentina anni'50.

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Una Risposta a Doña Petrona, il peronismo allo specchio dei fornelli

  1. libertad scrive:

    Altri tempi, altre tecnologie: il bello della diretta era l’indispensabile Juanita, che nei passi intermedi puliva e metteva via.

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