Maria Teresa Carbone

Cool
Da circa un decennio il Giappone ha varato un movimento patrocinato dal governo, Cool Japan, il cui obiettivo è sostenere quello che è stato descritto come “il cool nazionale lordo”. L'iniziativa comprende la promozione all'estero di caposaldi della cultura pop come i cartoni animati, i fumetti, la musica e il cibo giapponese, e anche di prodotti all'apparenza meno modaioli, dai tappeti al sale.
Patrick St Michel, Japan's Ministry of Cool, The Atlantic, 19 marzo 2015

Eredità
Un gruppo di eminenti biologi ha richiesto una moratoria mondiale sull'uso di una nuova tecnica di modifica del genoma che potrebbe alterare il Dna umano in modo trasmessibile per via ereditaria. I biologi temono che la nuova tecnica sia tanto efficace e semplice che alcuni scienziati potrebbero metterla in pratica prima che ne sia stata valutata la sicurezza. E vogliono che le persone comprendano le questioni etiche legate a questa tecnica, che potrebbe essere usata per curare le malattie genetiche, ma anche per espandere qualità come la bellezza o l'intelligenza.
Nicholas Wade, Scientists seek ban on method of editing the human genome, New York Times, 19 marzo 2015

Gap
Fino agli anni Sessanta i maschi frequentavano la scuola per un numero di anni superiore rispetto alle ragazze e avevano maggiori probabilità di laurearsi. Ora nella gran parte dei paesi ricchi e in un numero crescente di paesi poveri i piatti della bilancia si sono invertiti. I policymaker che un tempo si preoccupavano per la mancanza di autostima delle ragazze nelle materie scientifiche adesso passano il loro tempo cercando di allettare rozzi giovanotti con volumi di Harry Potter. La Svezia ha commissionato una ricerca sulla sua “crisi dei ragazzi maschi”. In Australia è stato messo a punto un programma di promozione della lettura denominato “Boys, Blokes, Books & Bytes”. Nel giro di appena un paio di generazioni si è chiuso un gap di genere, solo perché se ne aprisse un altro.
The Weaker Sex, The Economist, 7 marzo 2015

Povertà
La discussione sulle “abitazioni sostenibili” si incentra sui problemi che le famiglie povere devono affrontare. Ma i poveri non devono in effetti affrontare il problema delle abitazioni sostenibili, devono affrontare il problema del “tutto sostenibile”. Sono, in altre parole, poveri.
Matt Yglesias, The affordable housing problem is for the middle class, The partially blind with exhaustion newsletter, 20 marzo 2015

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