Uno speciale sulle ambivalenze dell'Europa. Testi di: F. Berardi Bifo – G. Amendola - L. Demichelis - G.B. Zorzoli *

TRE RIFLESSIONI SULL'ORLO DELL'ABISSO
Franco Berardi Bifo

Si avvicinano le elezioni dipartimentali in Francia, e i sondaggi dicono che il Front National sarà il grande vincitore. Il premier Manuel Valls ha rimproverato i cittadini francesi per la loro passività, e ha detto che gli intellettuali non fanno il loro dovere antifascista. Davvero Manuel Valls ha la faccia come il culo, che fuor di metafora vuol dire che proprio non tiene vergogna.
LEGGI >

L'EUROPA COME METROPOLI DEL COMUNE
Giso Amendola

Nel dicembre 2000, a Nizza, mentre s’approvava la Carta europea dei diritti, i movimenti europei si incontravano in controvertice. La Francia bloccò a Ventimiglia parte della carovana italiana: e così si vide chiaramente chi presidiava confini e frontiere, e chi provava ad attraversarle, a muoversi direttamente nello spazio postnazionale. I movimenti sociali transazionali rivendicavano una nuova cittadinanza europea, fondata sulla residenza, e un nuovo welfare incentrato sul reddito di base: si esprimeva così, in nuove forme, un’idea di Europa oltre e contro gli stati nazione, un modello di società solidale e cooperativa, una combinazione avanzata di uguaglianza e libertà.
LEGGI >

DISUNIONE EUROPEA E COLPA METAFISICA
Lelio Demichelis

Franco Berardi Bifo ha lanciato la sua provocazione sulla crisi dell’Europa. Che raccogliamo per offrire una interpretazione un po’ diversa e per rilanciare la discussione sulla sinistra che non c’è più (perché ha scelto di essere destra e neoliberista); e sulle destre populiste e razziste europee che cercano di sfruttare per i loro fini più o meno fascisti le rovine sociali prodotte dalle politiche di austerità imposte da quella che doveva essere una Unione europea e che è stata fatta diventare una oscena Disunione.
LEGGI >

EUROPA FINO A QUANDO?
G.B. Zorzoli

È singolare che anche un opinionista distante anni luce da Bifo, come Angelo Panebianco, sul Corriere del 15 marzo interpreti il referendum francese del 2005 come “primo segnale di una grande svolta, ormai non era più pacifico o automatico che gli elettori trangugiassero senza fiatare tutti i cocktail (o gli intrugli) preparati a Bruxelles”.
LEGGI >

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi