Paolo Carradori

Se avesse senso stilare una graduatoria degli strumenti musicali che subiscono tutt’oggi pregiudizi, il peso di luoghi comuni, la fisarmonica risulterebbe ai primi posti. Il suo nomadismo culturale infatti, che l’ha vista attraversare soprattutto i territori del folclore, delle musiche popolari, come un certa propensione esecutiva a vuoti virtuosismi, ha sedimentato uno sguardo verso questo strumento spesso condizionato. Per modificare questa realtà poco è servito l’inserimento della fisarmonica nelle composizioni di autori come Čajkovskij, Berg, Stravinskij, Berio, Hindemith, Kagel, per fare qualche esempio.

Una letteratura che si è ampliata nel tempo ma poco ha influito sull’immaginario dello strumento aerofono. In questo panorama assume quindi grande interesse l’occasione offerta sul palco della Sala del Buonumore del Conservatorio di Musica di Firenze – nella programmazione del GAMO International Festival giunto al suo XXXV anno – da Breath per fisarmonica ed elettronica. Protagonista assoluto Francesco Gesualdi coadiuvato dalla preziosa regia del suono di Francesco Canavese.

Fisarmonica ed elettronica, una bella sfida. Il repertorio, tutto dedicato a Gesualdi, si è sviluppato durante una residenza del fisarmonicista al ZKM di Karlsruhe l’anno scorso, lì gli autori hanno registrato le tracce elettroniche usate nel concerto fiorentino. Apre Breath (2007) di Mauro Cardi, brano che dà il nome all’intero concerto. Omaggio al sospiro beckettiano, al teatro dell’assurdo, si snoda in una inquieta drammaturgia dove i campionamenti stendono una trama che la fisarmonica, a tratti la voce, percorre sospesa umanizzando il soffio del mantice. Gesto e coinvolgimento corporeo del musicista assumono la stessa valenza comunicativa del suono, anzi la rafforzano nella costruzione astratta di una performance estraniante.

Da soli paralleli (2014) di Gianluca Ulivelli svela una maggiore complessità, stratificazione compositiva. Evocando a suo modo la forma suite alterna momenti dove un materiale denso e scuro si confonde con i prismi luminosi dei suoni sintetici. La fisa poi rimane sola, esplora e disegna tenui colori pastello per poi tornare inquieta incontrando di nuovo l’elettronica in una caotica improvvisazione dove il musicista diventa corpo unico con lo strumento.

Turbolence (2014) di Ludger Brümmer punta ad una intrigante forma labirintica, nuclei ripetitivi che scorrono paralleli tra fisarmonica ed elettronica. I suoni sembrano rimbalzare, cecare una via d’uscita in uno spazio definito, angusto. Un’accumulazione che lentamente pare prendere una forma per poi subito contraddirla in una sospensione poetica. Peccato per un finale fin troppo autocompiacente nel suo richiamare in un’alba siderale cori lontani.

Marco Lenzi con Caccia spirituale per un fisarmonicista (2014) gioca a costruire un puzzle di isolette sonore e ti costringe a partecipare per riordinare almeno un po’ di tessere. Il gioco della fisarmonica sola da un girotondo di suoni acuti e gravi passa poi ad un motivetto leggero che Gesualdi fischietta. Note lunghe, frasi brevi ripetute, infine un uso percussivo dell’intero strumento rilasciano nell’aria una piacevole sensazione di incompiutezza.

Si finisce con il pezzo più criptico della serata: Al di là dei miei uragani (nuova versione 2014) di Nicola Sani. I soffi del mantice costruiscono una spazialità, un ribollire di suoni quasi mistico. Ombre si muovono misteriose. Voci si confondono. La fisarmonica percussione. Pura ricerca sonora.

Con Breath Gesualdi ci fa riflettere in modo emblematico su come, in questo contesto, un linguaggio alquanto “datato” dell’elettronica evapori di fronte alle potenzialità e le soluzioni creative del proprio strumento, e su come il valore compositivo, l’idea che sta dietro la musica, sia irrinunciabile anche nella ricerca più avanzata e radicale.

GIF - Gamo International Festival
Sala Del Buonumore – Conservatorio Di Musica L. Cherubini Firenz
Lunedì 9 marzo 2015
Breath per fisarmonica ed elettronica
Francesco Gesualdi fisarmonica
Francesco Canavese (Tempo Reale) regia del suono

 

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Una Risposta a Gamo International Festival

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