Marco Giovenale

Qui si divaga, senza troppo ordine e tantomeno metodo, lungo le tracce seminate in parte del Novecento – e in anni recenti – da alcune di quelle scritture lineari che tagliano in diagonale ogni linearità.

La narrazione non legata a una teoria di passi scioglibili, concatenati secondo una linea o flusso causale limpido, dunque la narrazione che intende avanzare per elenchi, liste, regesti, segmenti parziali accumulati, e che sperimenta salti, sconnessioni, brusche virate, ha esempi importanti fuori dal mainstream letterario.

Autori ben noti hanno lavorato in questa direzione. Un primo nome è evidentemente quello di Georges Perec (fra tante pagine pensiamo solo alle Duecentoquarantatré cartoline illustrate..., del 1978, tradotte in italiano ne L’infra-ordinario, Boringhieri, 1994). Ma in angoli forse meno esplorati si trovano gioielli come le 125 Poscard Poems di Jackson Mac Low, o la conclusione de Il dramma della vita, di Valère Novarina, esempio imbattibile di testo installativo, vera e propria stele di nomi che accatasta una genealogia tendenzialmente infinita di figure che affiorano tutte prima della nascita di Adamo.

Più in generale, le opere, che beffano l'idea stessa di trama, e che tuttavia non ne demoliscono la possibilità – anzi proprio nell’asimmetria la riaffermano – sono molti, e rappresentano un po’ in tutto il mondo, daccapo fuori dalla letteratura d’intrattenimento, un serissimo gioco su cui è ragionevole puntare il radar dell’attenzione.

Un testo dello straordinario Magdalo Mussio, Chiarevalli monodico (iniziato nel 1963, uscito in prima edizione nel 1986; tre frammenti qui), propone esattamente questo tipo di non-narrazione, anche se non fondata su schegge paratattiche, ma su un’apparenza di vicenda – come poteva accadere in Partita, di Antonio Porta (1967), o nel breve (e denso, e in sostanza autobiografico) Ritournelles, di Félix Guattari, scritto nel 1991 e uscito in italia nel 2008 tradotto da Aria Gremizzi.

Un lavoro legato anche all’elencazione è quello di Jean-Marie Gleize, come nel caso de Il sonetto come mistero formale. (Sull’autore, qui una scheda di Luigi Magno). Scritture del genere narrano sì vicende, ma lasciano al lettore l’incarico – l’attività – di stabilire i tratti di connessione fra i soli elementi minimi nominati, anzi elencati. Giunzioni, congiunzioni e spiegazioni vengono ridotte al minimo o azzerate. Le frasi – se non addirittura schegge di frasi – spiccano giustapposte, spiazzanti nella loro mancanza di obblighi nell’allacciare relazioni palesi fra loro, così sconvolgendo la ‘normale’ diegesi, il filo della storia.

È in questo modo che – oltre che per motivi formali, sintattici, e di tono fluido, peculiare di una narrazione che in fondo non espone una vicenda – può essere istituito un legame forte fra il Perec apparentemente limpido de Le cose e il libro Tecniche di basso livello, di Gherardo Bortolotti, o – meglio ancora – fra le Tracce, dello stesso Bortolotti, e le interminabili serie di stringhe più o meno irrelate che costituiscono buona parte dei lavori del canadese Jeff Derksen (non a caso tradotto da Bortolotti sempre per gammm). Per non parlare (cambiando registro) del Jean-Michel Espitallier autore di un testo interminabile-esilarante come Scusi, la strada per Pondicherry? (ed. Arcipelago, 2005), o di Jacques-Henri Michot, autore de La ventitremiladuecentoventisettesima notte (leggibile fra gli ebook di gammm); entrambi tradotti non a caso da Michele Zaffarano (e non casuale è la forma di opere come Bianca come neve, La camera verde, 2009).

In definitiva: se l'elenco, la lista che demolisce ma anche ricostruisce una storia è forma o formula cara già alla letteratura classica (epica, e biblica), non sarà senza tradizione l'uso che ne fanno tanto le avanguardie novecentesche – che qui si danno per sottintese – quanto le successive scritture di ricerca. Dalla Materia medica di Carlo Bordini (cfr. questo file, pp. 10-14), agli esperimenti di Nicola Ponzio con infiniti lemmi legati alla scala cromatica, fino ad esempi radicali e infine giocosi come la pressoché interminabile ed esilarante Teoria dei gruppi, di Alessandro Broggi (cfr. il video della sua lettura a RicercaBo, nel 2011: https://www.youtube.com/watch?v=FBIg_UFetgM, specie da 9’ 49’’ in poi), e i non meno esilaranti testi di un geniale autore e artista come Ross Priddle, diffusi ormai da anni dal suo blog Glasstext.

§

Link per/su Magdalo Mussio:
http://gigielle.altervista.org/intervista%20magdalo.htm
https://www.facebook.com/magdalomussio/

Félix Guattari, Ritournelles, Milano 2008, ISBN 9788884837073
http://books.google.it/books/about/Ritornelli.html?id=Qu_aNwAACAAJ&redir_esc=y

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2 Risposte a Gioco (e) radar, # 06
Elencazioni, non narrazioni

  1. […] …continua qui: https://www.alfabeta2.it/2015/02/22/gioco-e-radar-06-elencazioni-non-narrazioni/ […]

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