Michele Emmer

“Sono molto riconoscente e orgoglioso che grazie allo sforzo congiunto di scienziati, storici e attivisti Lgbt (lesbian, gay, bisexual and transgender) abbiamo la possibilità quest’anno di celebrare un valoroso combattente britannico contro l’oscurità della dittatura: la figura di colui che decifrò il codice, Alan Turing. Era un brillante matematico, famoso per aver contribuito a decifrare il codice di trasmissioni nazista Enigma. A nome del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie anche a lavoro di Alan, sono molto orgoglioso di dire: Sono molto dispiaciuto. Avresti meritato di più” [Gordon Brown, 10 settembre 2009].

Solo nel 2013 la regina Elisabetta II riabilita definitivamente Alan Turing, anche se non si capisce bene da che cosa dovesse essere riabilitato. Il 2012 è stato il centenario della nascita di Turing e nel mondo si sono tenuti migliaia di convegni, conferenze, spettacoli e mostre dedicate al matematico, che non si è occupato solo del problema della decriptazione dei messaggi nazisti durante la seconda guerra mondiale. Dopo Enigma, altro film dedicato alla straordinaria storia del gruppo di matematici e scienziati riuniti a Bletchley Park vicino Londra per decriptare il sistema nazista, in cui però Turing non compare mai, ecco il film The Imitation Game con Benedict Cumberbatch nei panni di Turing.

Matematico che ha problemi ad avere contatti con gli altri, scostante, antipatico, ma geniale assolutamente certo delle sue grandi qualità. Il film oscilla tra il 1939 e il 1951, anno in cui Turing viene perseguito penalmente per omosessualità. Tutta la storia della guerra e del gruppo a Bletchley Park è segreto militare. Nessuno conosce la storia ed il ruolo di Turing. È giovanissimo, ha 27 anni, si presenta al colloquio per essere scelto per lavorare al progetto Enigma e afferma semplicemente che lui è in grado di scoprire il codice, che non ha bisogno di collaboratori con cui non vuole lavorare e che gli faranno perdere tempo.

Turing è uno sportivo, corre, è molto bravo, è sempre molto British come personaggio. In comune con il matematico di fantasia del film ha l’atteggiamento sprezzante di chi non vuol spiegare tanto nessuno capirebbe. Il che risolve anche il problema del film di non spiegare nulla. Chiama signore l’ufficiale che cerca di richiamarlo all’ordine, lui è il Comandante. Non gli interessa la gerarchia.

Cerca una persona di un tipo particolare. Sono le persone che nessuno si immagina che riescano a fare delle cose che nessuno si immagina di poter fare. Per prima cosa vuole reclutare persone tramite un puzzle pubblicato su un giornale, puzzle di cui lo spettatore non sa nulla. Tanto che capisce lo spettatore? A sorpresa vince una donna, le donne a Blentcley Park fanno le segretarie. Viene scelta perché risolve il puzzle in meno tempo di quanto ci mette lo stesso Turing. Lei arriva in ritardo, Turing la riprende ma spiazza tutti dicendole che va bene lo stesso, può fare il test. È lui che decide.

Lo risolve in meno del tempo previsto, sei minuti. I maschi presenti non pensano abbia risolto da sola il puzzle pubblicato per selezionare. Insomma una donna matematica, grande novità (nel 2014 una matematica ha vinto per la prima volta la medaglia Fields). E chiede quale sia il lavoro che deve fare. Turing risponde “decriptare Enigma e vincere la guerra”. Le spiega che vuole costruire la sua macchina universale, un computer digitale con parole di oggi, che potrà occuparsi di tutti i problemi, con la memoria, le schede di ingresso, la logica, una macchina di Turing. Lei conosce le pubblicazioni del matematico, molto poche ma ognuna eccezionale. Lui le dice che ha bisogno di aiuto.

Cominciano le sperimentazione con la macchina, ma ci vorrebbero ancora anni per riuscire a testare tutti i casi. Bisogna ridurre i casi per accellerare. Intanto passano immagini di Hitler, di morti, dei bombardamenti, noi non facciamo nulla qui e quelli muoiono. Primi piani del matematico che pensa, che sta giocando all’Imitation Game, è una persona, un computer? Ha una sua logica, anche lui pensa in un modo suo. È possible utilizzare un test e capire se è una persona o un computer.

C’è bisogno di suspence nel film, il ritmo latita, finalmente la macchina riesce a funzionare in tempo ragionevole grazie agli errori umani che commettono quelli che inseriscono i messaggi ogni giorno. Si riescie a capire quale sia il codice della giornata. Bisogna fare affondare dei convogli altrimenti i nazisti capiscono, ma perché il primo convoglio no, dove si trova il fratello di uno del gruppo: “Cosa pensi di essere Dio che decide della vita e della morte?” Immagini di un naufragio di una nave colpita. Ma noi dobbiamo vincere la guerra. Di nuovo espediente penoso.

Incredibile, esclama il poliziotto negli anni Cinquanta, Turing è indagato non per spionaggio ma per atti osceni, come ha capito anche la ragazza che vorrebbe sposare per affetto e che lo ricambia. Turing accetta la cura ormonale, dopo due anni si uccide con una mela avvelenata, forse influenzato dal film Biancaneve. Il simbolo Apple è un omaggio a Turing. Alla fine della guerra negli Usa dove era stato spostato il progetto per avere più fondi, più personale, più sicurezza, ci sarà il primo computer digitale, non la macchina universale di Turing ma una cosa che ci somigliava molto e che oggi controlla tutte le nostre attività. Pensando, certo in altro modo, forse anche migliore di noi. Ha mai dichiarato una guerra un computer?

The Imitation Game, regia di Morten Tyldum,con Benedict Cumberbatch, Keira Knihtley, Matthew Goode, Charles Dance, soggetto Andrew Hodges (biografia), sceneggiatura Graham Moore, musiche Alexander Desplat, Black Bear Pictures, 2014 113 m.

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