Michele Emmer

Il film su Turing The Imitation Game, è uscito in Italia una settimana prima del film The Theory of Everything su Stephen Hawking, cosmologo. I due film narrano le vite straordinarie dei due scienziati, Turing interpretato da Benedict Cumberbatch, Hawking da Eddie Redmayne. Nel primo film TV dedicato ad Hawking del 2004 era proprio Benedict Cumberbatch ad interpretare Hawking!

Nel nuovo film, per il quale l’attore è candidato all’Oscar, lo spazio scientifico è molto poco. Se nel film su Turing era al centro la questione della omosessualità, del suo essere matematico (lavoro quanto mai stravagante) e della incredibile storia della decriptazione del sistema nazista Enigma, nel film su Hawking si punta tutto sul lato emotivo mostrando come il corpo, non la mente, decade sempre di più, sino a che lo scienziato è quasi del tutto paralizzato, costretto a comunicare solo grazie ad un sintetizzatore scrivendo con un computer. La sceneggiatura è basata sul libro scritto dalla prima moglie Jane Wild (interpretata da un’efficacissima Felicity Jones) Travelling to Infinity: My Life with Stephen, pubblicato nel 1999, poi rivisto a fondo con Hawking nel 2008.

Il film La teoria del tutto sembra rientrare nel nuovo filone delle malattie gravi, senza speranza e più rare. Un filone inesauribile ovviamente. L’attore che interpreta Hawking ha battuto per i Golden Globe Cumberbatch interprete di The Imitation Game. Entrambi gli attori, entrambi i film, sono candidati all’Oscar, ma solo The Imitation game per miglior regista. Sono molto d’accordo e speriamo che non vinca Birdman. In ogni caso ai Golden Globe ha vinto per i film drammatici Boyhood. Una Imitation di Hawking perfetta quella di Redmayne. Se poi è questo che si chiede ad un attore è un altro discorso.

Il film inizia con Hawking che sta preparando la tua tesi di dottorato in fisica, sta scegliendo il tema: il tempo, la nascita del tempo, l’andare indietro del tempo. Di che cosa si occupa? Di cosmologia che come spiega lui stesso è “una religione per atei molto intelligenti”. Il suo docente di dottorato è il fisico Dennis W. Sciama.

La sala riunioni al Trinity College ha sullo sfondo una litografia della sfera dell’architetto francese Etienne Boullée, sfera che doveva essere il monumento funebre a Newton, Boullée a cui dedicato un film di Peter Greenaway, The Belly of an architect. E la cattedra Lucasiana di matematica che fu di Newton occuperà per 30 anni Hawking (dal nome del reverendo Lucas che alla morte nel 1663 lasciò i fondi per una cattedra di matematica). Hawking viene invitato a Londra ad una conferenza sulla teoria dei buchi neri tenuta da Roger Penrose, (Penrose è lo stesso che inventa con il padre gli oggetti impossibili e ne invia i disegni al grafico olandese Escher, che scopre le tassellazioni non periodiche alla base dei quasi cristalli con i quali si vincerà il Nobel per la chimica nel 2013).

Il giovane Stephen conosce una ragazza. Per fare colpo su di lei, visto che non sa ballare, non sa bene come comportarsi, alla domanda di che cosa si occupa risponde: “Cerco l’equazione che governa il tutto, in cui confluiscono tutte le forze dell’universo.” Come Turing, è molto convinto delle sue idee e delle sue possibilità. Ha molto più humour di Turing, ed è in fondo più disponibile. Ha difficoltà a scrivere e a camminare. Gli trema la mano, scivola, cade e batte la testa. Entra in coma. Ha una malattia degenerativa e si andrà paralizzando in tutte le funzioni vitali compreso l’inghiottire, il parlare, il respirare: aspettativa di vita due anni. Il cervello non sarà toccato, resterà intatto. Lei dice di amarlo, lui risponde che non vuole più vederla, non si rende conto di che cosa l'aspetta.

È sempre un problema mostrare la sofferenza al cinema. Quelle immagini del poliziotto ucciso a Parigi hanno colpito a fondo, ma diventano subito qualcosa d’altro guardate tramite uno schermo. Raccontare la sofferenza, mostrarla è difficile, difficilissimo al cinema, dove i ricordi sono a colori, brillanti. Ha sempre più difficoltà a camminare; osservando il fuoco in un camino ha l’idea del Big Bang, della Radiazione di Hawking. Tiene una conferenza, da alcuni ritenuta piena di fesserie, da tanti molto apprezzata, è sulla sedia a rotelle, parla con grande difficoltà. Riesce a scrivere, con una macchina disegnata apposta.

Si sposano. Hanno dei figli. Lei lo accudisce, giocano con i bambini. “Non siamo una famiglia normale!” (Nel film di Turing la matematica che lavora con lui esclama “Perché sei diverso riesci a fare certe cose”). Ha bisogno di aiuto, lui scrive sulla genesi dell’universo. L’universo non ha inizio né fine. Lei va a cantare in un coro, incontra Jonathan che inizia ad aiutarli in casa. E si innamora di lei, sua moglie è morta di leucemia, deve dare un senso alla sua vita. Arriva una nuova infermiera, belloccia, piena di vita. Un viaggio negli USA, Stephen dice alla moglie che ci va con l’infermiera, forse per non ostacolare la moglie? È la fine, divorzio, la moglie sposerà Jonathan.

La cosmologia, la scienza è dimenticata, nel film. Lui scrive un libro, è spiritoso, humour britannico. Dio c’è o non c’è? L’universo non ha inizio né fine? Lui è un ateo dichiarato, la moglie credente. Il tempo ha inizio, ha una fine, torna indietro? Il film finisce, dopo il trionfo del suo libro, con una idea geniale (?): riavvolgimento della pellicola (anche se digitale) e si ritorna agli inizi. Il Big Bang, il tempo, Dio, la vita.

Film molto romantico, manca l'ironia british presente nel film su Turing. Manca il regista. Nelle recensioni è stato scritto che i due attori sono straordinari. Diffidare sempre dei film in cui sono bravi gli attori, ma non il regista. E gli Oscar? Il tempo chiarirà.

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