Alberto Capatti

Ci sono persone incapaci di pensare al cibo. Ne troviamo una ne L’uovo alla Kok di Aldo Buzzi (1979). È, era, il maestro di Vigevano, Lucio Mastronardi:

Mastronardi, ti piace mangiar bene?
Non mi interessa.
Ma hai qualche piatto preferito?
Tranne fegato, cervella e trippa, mangio tutto.
Bevi vino a tavola?
No, acqua minerale.
Perché?
Perché la compra mia moglie.

Che ricetta inventare per Lucio, e per quelli come lui? La ripesco negli Stecchini da denti (2001) sempre di Buzzi:

Ricetta della pastina in brodo della pensione

Portare a ebollizione il brodo (lungo ma grasso) in una pentola d’alluminio non perfettamente pulita: Gettare la pastina. Chiamare una amica al telefono il doppio del tempo necessario alla normale cottura della pastina. Spengere il gas e, quando la minestra è quasi fredda, portarla in tavola e servirla nelle fondine gelate augurando buon appetito...

Adesso la ricetta la riscrivete voi tenendo presente le seguenti difficoltà: il brodo (vitello, manzo o gallina?), la pasta (farfalle, anellini, stelline?) e la temperatura di servizio. Un’erba – il prezzemolo? – ci può andare, così il formaggio grattato (di quanti mesi il grana ?)... Naturalmente spegnendo il cellulare. Anticipazione 2015: Una prossima, grande mostra su Aldo Buzzi.

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