Maria Teresa Carbone

Differenze di genere
Una recente ricerca pubblicata dal National Literacy Trust e dall'editore di libri educativi Pearson mostra che fra le famiglie a basso reddito la tecnologia può essere uno “strumento di apprendimento più attraente” rispetto ai libri per i bambini tra i tre e i cinque anni. In particolare i maschi, in confronto con le bambine, hanno una propensione doppia a trascorrere il tempo seguendo storie su touch screens che su carta.
Anna Baddeley, Give boys screen time and they'll start to read, The Guardian, 21 dicembre 2014

Diritti e doveri
Noi lettori consapevoli dobbiamo imparare a riconoscere i libri in cui traduttore e revisore non hanno lavorato a contatto, o hanno lavorato uno contro l'altro. E se la cosa si ripete troppo spesso, abbiamo il diritto di smettere di comprare i libri di quell'editore, cosi la prossima volta ci penserà meglio e ingaggerà traduttori e revisori collaborativi, lasciando loro il tempo di lavorare insieme senza mettere zizzania.
Daniele Petruccioli, Falsi d'autore. Guida pratica per orientarsi nel mondo dei libri tradotti, Quodlibet 2014, p. 89

Interrogativi
Nel gennaio 2015 ho un libro che esce da Rutgers University Press. Nell'attesa ho letto più volte il mio contratto e mi sono posto una domanda che sicuramente è ben nota alla maggior parte delle persone che hanno pubblicato con una casa editrice universitaria. La domanda è questa: come diavolo fa a andare avanti una casa editrice universitaria?
Noah Berlatsky, What is the point of academic books, Pacific Standard, 16 dicembre 2014

Record
Nel 2012 i musei degli Stati Uniti da soli hanno ricevuto 850 milioni di visitatori, una cifra senza precedenti secondo la American Alliance of Museums. L'”Economist” ha calcolato che “è più di tutti i grandi avvenimenti sportivi e i parchi a tema messi insieme”.
Zachary Fine, Why we need museums now more than ever, The New Republic, 17 dicembre 2014

Sapere e non sapere
Ora che abbiamo il “libro del genoma”, con tutti i suoi tre miliardi di lettere incasellate presso il Wellcome Trust, siamo come persone di madrelingua inglese che hanno imparato a recitare in modo fluente poemi russi senza sapere cosa significano.
Philip Ball, Are we living in the age of the brain?, Prospect, 22 dicembre 2014

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