LELIO DEMICHELIS su CARLO FORMENTI - RAFFAELLA PERNA SU RENATO MAMBOR - SEMAFORO di Carbone - RICETTA di Capatti *

UN SOCIALISMO DEL XXI SECOLO?
Lelio Demichelis

Agli occhi di molti occidentali e di parte delle sue sinistre oggi allo sbando (perché cieche davanti alla realtà), la rivoluzione cittadina di Rafael Correa in Ecuador è sembrata un modello virtuoso, l’ultima speranza a cui aggrapparsi assieme a quella di altri (e comunque non omogenei) spostamenti a sinistra avvenuti in America Latina dall’inizio del nuovo millennio. Un modello nuovo, per un socialismo del XXI secolo? Forse la realtà e la verità dei fatti dicono qualcosa di diverso. Carlo Formenti, in questo suo nuovo, documentatissimo e riflessivo libro a confine tra reportage e pamphlet (Magia bianca, magia nera – Jaca Book 2014) – esito di un seminario universitario e di una prolungata permanenza in Ecuador - prova a rompere l’illusione di questa rivoluzione.
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RENATO MAMBOR: «USCIRE DAL CONOSCIUTO PER FARE ESPERIENZA»
Raffaella Perna

È forse nell’idea di imparare a osservare il mondo con lo stupore e l’incanto dei bambini che l’opera di Mambor, venuto a mancare il 6 dicembre scorso, all’età di 78 anni, lascia l’eredità e il segno più profondi. L’esordio di Mambor risale alla fine degli anni Cinquanta: nel marzo del 1959 egli espone con Mario Schifano e Cesare Tacchi alla Galleria Appia Antica diretta da Emilio Villa, centro nevralgico delle esperienze della neoavanguardia (non solo romana), dove espongono tra l’altro artisti quali Piero Manzoni, Enrico Castellani e Agostino Bonalumi. Nel clima di generale superamento dell’Informale Mambor, nel 1960, crea i primi Legni: opere-oggetto monocrome, realizzate con mollette di legno verniciate con colori industriali, vicine ai lavori realizzati in questo periodo da Tano Festa, artista a cui Mambor è particolarmente legato e con il quale condivide lo studio.
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SEMAFORO di Maria Teresa Carbone

Barriere - Nord - Pericoli - Roma - Vita.
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RICETTA di Alberto Capatti

Risott: Nell’alto milanese, un risott è, metaforicamente, il guazzabuglio, la confusione, il disordine. Le ricette del risotto sono connotate da quello che si aggiunge o manca: lo zafferano, il formaggio grattato, la noce moscata (in Luraschi).
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