Uno speciale di alfabeta2 per i cento anni dalla nascita di Emilio Villa (1914-2003).

SILENZIO ESILIO ASTUZIA. VILLA EX ITALIANO
Andrea Cortellessa

È uscito il 6 novembre, nella nuova serie della collana fuoriformato delL’orma editore, un libro che si attendeva da decenni: L'opera poetica di Emilio Villa, a cura di Cecilia Bello Minciacchi, con una postfazione di Aldo Tagliaferri. In questo speciale si offre anzitutto, ai lettori di alfabeta2, una piccola antologia interna, al corpus dell’Opera poetica, allestita e presentata dalla stessa curatrice del volume. E una scelta di pagine su Villa scritte, negli anni, da alcuni dei suoi più fedeli compagni di strada: Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Giulia Niccolai, Claudio Parmiggiani e Aldo Tagliaferri.
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PICCOLA ANTOLOGIA VILLIANA
a cura di Cecilia Bello Minciacchi

In questi lunghi anni di normalizzazione, di semplificazione delle parole e del pensiero, e di ritorni all’ordine variamente declinati, acquista più che mai significato, e importanza, leggere l’opera di un autore eccedente, irriducibile, eslege, policromo e coltissimo come Emilio Villa, che ai rituali della mondanità e alle imposizioni del commercio, dell’editoria e delle cordate culturali era refrattario quant’altri mai. Tratta dall’Opera poetica, che raccoglie in modo pressoché esaustivo la sua produzione edita, le sue molte sperimentazioni in lingue e in codici diversi, la succinta antologia che segue dà conto di alcuni caratteri della sua scrittura lineare.
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E.V. BALLAD
Giulia Niccolai

Questa E.V. Ballad (Ballata E.V.), dedicata a Emilio Villa, è la prima di 12 ballate polilinguistiche (scritte tra il 1975 e il 1977), raccolte nella sezione Russky Salad Ballads e apparse in Harry’s Bar e altre poesie (1969-1980), Feltrinelli, 1981. Come dichiaro alla fine del testo: («Ho voluto una volta per tutte / e per sempre / raccontare di ev / alla maniera di ev…»), questa ballata, composta come le successive con un’insalata russa di quattro lingue (italiano, francese, tedesco, inglese), deriva dai testi pluringuistici di Emilio Villa, e attraverso di essa cerco di raccontare l’ammirazione, il divertimento, il senso di libertà e di gioia che lui personalmente e la sua opera, fitta di giochi di parole, mi sapevano dare.
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RICORDO DI EMILIO VILLA
Gianfranco Baruchello

Emilio, di ideali anarchici, è stato un grande indipendente che ha «rivoluzionato» la poesia attraverso una serie di pubblicazioni che, trascurate se non ignorate dai più, sono oggi considerate rarità letterarie. Uso di proposito il termine «rivoluzionario» come il più adatto a descrivere i modi e gli effetti della sua azione. Mentre tanti letterati e pittori si sono avvalsi dell’effimero sostegno delle ideologie, Villa ha seguito un suo percorso realmente innovativo. Ha precorso i tempi, ponendo in rilievo la centralità dei fattori linguistici nella faticosa ricerca di un’arte che non camminasse sui trampoli di teorie precostituite.
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EMILIO VILLA: NUNTIUS CELATUS
Claudio Parmiggiani

Emilio Villa è stato certamente il poeta più radicale e «il miglior fabbro» che abbia avuto l’Italia del secondo Novecento. Sperimentando in ogni direzione, mescolando lingue morte, per lui vive, con lingue vive, per lui morte, confondendo in un groviglio greco, latino, italiano, francese, inglese, spagnolo, gerghi e dialetti, Villa ha condotto la poesia all’alba di una nuova lingua.
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CENTOVILLA
Nanni Balestrini

alfabetica manipolazione
alla costrizione al remoto
alla latitanza alla macchia
ammasso confuso di cose
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VILLA OUROBOROS
Aldo Tagliaferri

Una delle tecniche adottate da Emilio Villa per disorientare o scoraggiare i cronisti che avessero voluto occuparsi delle sue opere consisteva nel rendere incerte, o indecifrabili, le date di stesura di testi che, spesso rivisti e ritoccati, non possono essere collocati con certezza in un preciso periodo.
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Una Risposta a Cento Villa

  1. Sono curioso di esplorare, anche in qualità di tipografo, il lavoro curato da Cecilia Bello Minciacchi. Mi stupisce & rattrista che non venga qui citato il volume su Emilio Villa pubblicato lo scorso giugno 2014 a New York, in doppia lingua inglese e “originali”, tradotto da Dominic Siracusa, poi recensito da Flavio Ermini e Donatella Bisutti tra gli altri e già presente presso la prestigiosa Biblioteca Monte di Pietà di Busseto (Parma).
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    Sarei felice di vedere aggiornata la pagina qui dedicata del vostro blog; per ulteriori informazioni o un articolo a riguardo non esitate a contattarmi.

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