Alberto Capatti

Questa macedonia serve a mettere in difficoltà quanti sproloquiano sulle origini della dieta mediterranea senza sapere da chi e come è nata. Mi basta una ricetta, per confutarli, presa dalla traduzione italiana del 1962 di Eat well and stay well, pubblicato nel 1959 a New York da Margareth e Ancel Keys. Adalberta Fidanza, la traduttrice, con il marito, diventò in Italia una delle prime ricercatrici nel campo. Ancel Keys è tuttora considerato il creatore del mito. Ecco la macedonia (per 4 persone):

1 pompelmo
2 arance
½ ananas fresco
1 grappolo d’uva piccolo
Succo di 2 arance
2 cucchiai di vino dolce da dessert se si desidera.
Sbucciare e dividere 1 pompelmo, sbucciare e tagliare a fette 2 arance, sbucciare e tagliare in pezzi da 1 cm e ½ mezzo ananas fresco. Togliere i semi ad un grappolo d’uva. Mischiare tutta la frutta in una zuppiera da 1-2 litri, versarvi il succo di due arance (e 2 cucchiai di vino dolce, se si desidera), e far freddare in frigorifero per 1 ora e più.
Per la ricetta: 730 calorie, 9 g di proteine, 3 g di grassi

Dov’è il Mediterraneo? Come nel Coniglio alla Minnesota (olio, sale, cipolle e ¼ di litro di latte), ci troviamo di fronte a profumi d’America. Arance e ananas in Sicilia farebbero a pugni, e il grape-fruit è giunto in Italia dal nord. Senza l’etichetta geografica l’insieme potrebbe andare, malgrado il numero di chilometri cumulato da ogni frutto per arrivare a noi. Meglio un caco, direbbe un lombardo, con o senza la pelle, ma allora il gioco delle ricette sarebbe proprio finito.

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