FUMAGALLI sul JOBS ACT - NEGRI su ARTE E MULTITUDO - VANNINI su MOSIREEN - SEMAFORO di CARBONE - RICETTA di CAPATTI

LE PILLOLE AMARE DEL JOBS ACT
Andrea Fumagalli

Sarebbe troppo facile paragonare la promessa di 800.000 posti stabili di lavoro del Ministro Padoan (grazie al Jobs Act) con l’analoga promessa (di poco superiore) di un milione di posti di lavoro fatta da Berlusconi esattamente 20 anni fa. L’analogia non sta solo nei numeri ma soprattutto nella non corretta informazione (quindi mistificazione) degli strumenti che si vorrebbero utilizzare per raggiungere l’obiettivo dichiarato.
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LETTERA A GIORGIO AGAMBEN SUL SUBLIME
Toni Negri

Pubblichiamo un estratto dal libro di Toni Negri, Arte e multitudo (a cura di Nicolas Martino, DeriveApprodi 2014) in libreria nei prossimi giorni. Che cos’è l’arte nella postmodernità? Cosa ne è del bello nel passaggio dal moderno al postmoderno? Cos’è il sublime quando la sussunzione reale del lavoro al capitale e l’astrazione completa del mondo si sono compiute? Sono le domande a cui risponde Toni Negri con dieci lettere ad altrettanti amici (tra i quali Giorgio Agamben, Massimo Cacciari, Nanni Balestrini). Quello che presentiamo qui è un estratto dalla Lettera a Giorgio Agamben.
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DISOBEDIENCE ARCHIVE (THE SQUARE)
Elvira Vannini

Al MAXXI di Roma sotto la nuova direzione di Hou Hanru, nel contesto della mostra Open Museum Open City, mercoledì 29 ottobre va in scena Disobedience Archive (The Square) che porta, per la prima volta in Italia, Omar Robert Hamilton, tra i fondatori di Mosireen, per riaffermare quanto l’invenzione di nuovi spazi di rivendicazione e organizzazione politica (in cui la politica non è mai separata dall’estetica) proiettano la pratica artistica in un contesto di trasformazione sociale e fanno dei nuovi media, ma anche di cinema e video, strumenti del dissenso politico.
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IL SEMAFORO di Maria Teresa Carbone

DESIDERIO - FEDE - ORGANIZZAZIONE - TALENTO
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LA RICETTA di Alberto Capatti

Nel 1931 esce a Milano, per l’editoriale Domus, un ricettario dallo strano nome Il Quattrova illustrato. Illustrato da chi? Nientemeno che da Giò Ponti e Tomaso Buzzi.
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