Maria Teresa Carbone

Bricolage
Contro lo scetticismo dogmatico dell’expertise il proverbio realizzato, incessante bricoleur, dispone d’una panoplia di ragionamenti e di una flessibilità ermeneutica senza fiat metodologici; una deflazione iconoclasta rispetto alle pretese idealizzate degli accadimenti naturali e morali. Per questo Shapin, storico delle scienze, ha additato il formarsi nelle discipline tecniche e formalizzate di enunciati idiomatici che non si riscontrano nei manuali canonici: “Anche le pratiche apprese nell’attualità del presente hanno i loro proverbi e i loro generi brevi mnemonicamente robusti.” (Shapin).
Paolo Fabbri, Ricordatevi del proverbio!, postfazione a Alessandro Falassi, Col tempo e con la paglia e altri proverbi toscani commentati, Betti 2014, pp. 245-46

Istruzione
Il diritto all’istruzione è un prerequisito e, ad un tempo, un effetto dello sviluppo e del benessere di un Paese, nonché un elemento fondamentale per il pieno godimento di altri diritti. I diritti civili, politici, economici e sociali, infatti, non possono essere pienamente espressi senza un livello minimo di istruzione. (…) Nei fatti, tuttavia, lo Stato italiano non ha sempre sostenuto economicamente in modo adeguato gli studenti e l’istruzione in generale. La spesa per studente nella scuola primaria e secondaria, tra il 1995 e il 2010, è rimasta sostanzialmente invariata, registrando un aumento solo dello 0,5% (contro il 62% della media OCSE). L’Italia nel 2010 ha investito solo il 4,5% del PIL, rispetto al 5,7% medio degli altri membri dell’OCSE.
Caterina Mazza, “Istruzione e mobilità sociale” in L’articolo 3. Primo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia a cura di Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Lorenzo Fanoli, prefazione di Luigi Manconi, Ediesse, pp. 197-98. (Oggi alle 18 presso il Salone dell'editoria sociale a Roma una conversazione sui temi del libro)

Lezione
Le esecuzioni hanno sempre attratto persone di tutti gli ambienti sociali: uomini, donne e bambini; ricchi e poveri, accademici e analfabeti. Le risposte individuali possono differire – alcuni rideranno e sogghigneranno, altri prenderanno accuratamente appunti, altri ancora sverranno o vomiteranno o piangeranno – e entro certi limiti queste reazioni sono determinate culturalmente, ma la lezione della storia è che in quanto umani, siamo in grado di assistere a decapitazioni e ad altre forme di esecuzioni capitali e, inoltre di apprezzarle come pubblici avvenimenti popolari.
Frances Larson, Severed: A History of Heads Lost and Heads Found, Liveright 2014

Ossigeno
Recuperare una fabbrica per costruire un assetto di società futura con i suoi organismi istituzionali le sue priorità le scelte economiche di fondo è una strada lunga da compiere. Non esistono scorciatoie propagandistiche ma solo la lenta impazienza di un lavoro molecolare che possa però farsi esperienza esemplare e in questo modo illuminare il cammino. Recuperare una fabbrica può essere così una intuizione concreta che rischiara un progetto producendo ossigeno per una battaglia politica nel vivo del movimento reale. Una fabbrica autogestita si può mettere in rete coordinamento assemblea con il territorio circostante con altre fabbriche recuperate con le esperienze diverse di mutuo soccorso per arare il terreno della solidarietà di classe e gettare i semi di una sfida politica all'esistente.
Thomas Müntzer, La bussola dell'autogestione, prefazione a Andrés Ruggeri, Le fabbriche recuperate. Dalla Zanon alla RiMaFlow un'esperienza concreta contro la crisi, Alegre 2014, p. 13

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