Carlo Antonio Borghi

Stretta finale per la città italiana capitale della cultura europea nel 2019. In ordine alfabetico: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena. Venerdì 3 ottobre sono sbarcati a Cagliari gli ispettori europei, con il compito di investigare tra le pieghe culturali della città. Hanno percorso luoghi e monumenti in visita guidata ma se ne sono anche andati in giro per loro conto e per vedere come fa o non fa la città nella realtà.

Cagliari è stata la prima ad accogliere l’ispezione. Cagliari è stata anche la prima delle città candidate ad essere ospitata in Rai Radio Tre, per esporre al microfono le linee guida del suo progetto. A Fahrenheith, Loredana Lipperini ha condotto e tradotto al microfono l’assessore alla cultura Enrica Puggioni, il direttore artistico Massimo Mancini e lo scrittore Giorgio Todde. In ordine geografico, la città più a nord è la Ravenna dei mosaici e delle raffinerie. Da lì, passando per la Siena del panforte, si raggiunge il centro a Perugia, città di rinascimenti. Di seguito si scende a Matera città di rondini e Falchi Grifai. Poi Lecce città di barocco mediterraneo. Cagliari è città più vicina a Tunisi che a Sassari. In Italia tutte le città sono belle e fanno storia. In più per un verso o per un altro c’è sempre di mezzo il Mediterraneo e di questo mare ce n’è talmente tanto che a capitale europea della cultura si sarebbe dovuta eleggere Lampedusa, d’imperio e senza tante storie. Lampedusa capitale europea della cultura da qui fino al 2019 compreso.

Mentre a Cagliari gli ispettori indagavano la città, a Lampedusa commemoravano l’anno trascorso dal naufragio del 3 ottobre 2013. Trecentottantasei bare migranti. A fare e rifare memoria nell’isola ci pensa Ascanio Celestini con il Festival delle Culture Mediterranee ma soprattutto ci hanno pensato tante donne buttandosi in acqua e coprendosi ognuna con un lenzuolo bianco. Mentre facevano questo, altri barconi con centinaia di imbarcati avvistavano le coste dell’isola, prima terra ferma d’Italia. Qui il culturalismo europeo avrebbe dovuto concentrare la sua attenzione, spedendo i suoi ispettori a bordo di un barcone. Intanto a Cagliari, tra il due e il tre di ottobre, è arrivato nelle case il nuovo elenco telefonico. In copertina il magico Cagliari di Rombo di Tuono. Chissà se gli ispettori si saranno fatti impressionare. Nelle altre città candidate i nativi cercano auspici nelle loro tipicità. A Ravenna nei fumi petrolchimici. A Siena, nelle viscere del maiale di cinta. A Matera, nelle acque ipogeiche dei Sassi. A Perugia nelle cartine dei baci Perugina. A Lecce nel pasticciotto che è un bombolotto simile al pastis di Lisbona. A Cagliari, qualcuno cerca prefigurazioni nelle geometrie del volo a V dei fenicotteri rosa.

Intanto dappertutto, si continua a vendere cultura culturalista materiale e immateriale. L’unica cultura possibile è quella materiale. Le rondini, i falchi, i fenicotteri e tutti gli dei ci scampino dalla fuorviante idea dell’immaterialità. Venerdì 17 ottobre, una delle sei città italiane finaliste sarà eletta capitale dell’Europa culturalista. La vincitrice dovrebbe, elegantemente, abdicare e passare il suo scettro a tutta l’isola di Lampedusa e al suo mare. Una vera e buona idea di rigenerazione urbana e di ricomposizione culturale del tutto materiale, può nascere solo laggiù, ai confini della realtà europea.

Per stare più vicini al Golfo degli Angeli, a Cagliari, gli ispettori hanno desinato in un famoso ristorante affacciato sulle scogliere puniche del Borgo Sant’Elia. Il quartiere di Sant’Elia comprende un vecchio borgo di pescatori e una fungaia di case popolari in forma di palazzoni. Negli anni Settanta era stato il centro della contestazione cittadina, per mano di militanti extraparlamentari con la benedizione quotidiana di Vasco Paradisi prete rosso e parroco di strada. Solo a Lampedusa Ulisse potrebbe incontrare Amleto, per unire il mare del nord a quello del sud. Tra loro due la bella Europa insidiata da Giove che tutto vede e a tutto provvede, almeno a teatro. Se sopravvissuto, ogni non identificato sarà un Nessuno ma mai un Ulisse. Se annegato, ogni non identificato sarà uno spettro, quello di Amleto.

 

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