DIO

L'essere umano è un dio quando sogna, ma un poveraccio quando riflette.
Werner Herzog, The Guardian, 7 settembre 2014

IRONIA

Tutto con Jane Austen passa al vaglio di un'ironia pungente, anche le cose più serie e più seriamente da lei considerate, ed è questo l'elemento irriducibile, costitutivo e unico del suo stile. Le sue frasi possono essere citate, e lo sono spesso, ma la pervasività della sua ironia, distesa e intessuta fittamente nell'intero testo, ci obbliga ogni volta ad accontentarci di avere in mano solo il filo minuto, molto sottile, di una tela ben più ampia.
Liliana Rampello, Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen, Il Saggiatore 2014, p. 174.

MANIPOLAZIONE

Sono molte le religioni o le dottrine filosofiche che considerano ciò che vediamo un velo di apparenza dietro il quale si cela la vera essenza delle cose. In economia è successo qualcosa di simile. È stata progressivamente costruita una "realtà manipolata" dietro la quale è ormai difficile cogliere la vera natura delle questioni. L'opinione pubblica è abituata all'asetticità rassicurante di voci di costo, percentuali e numeri e non è in grado di cogliere dietro di essa i drammi delle persone in carne e ossa, il lavoro è ridotto a una linea di costo, una riga nel bilancio. La solidarietà è un'altra riga residuale (sotto quella dell'utile e alla fine di tutta la vita di un'azienda, mai prima e durante), si addita al pubblico ludibrio e si mette alla gogna il folklore e le malefatte del politico locale o del dipendente pubblico, senza avere percezione del problema molto più vasto dei giochi della finanza mondiale che hanno scatenato la crisi finanziaria globale e messo in ginocchio il welfare e le finanze pubbliche.
Leonardo Becchetti, Wikieconomia. Manifesto dell'economia civile, Il Mulino 2014, p. 11.

OBAMA

Quando si scriverà la storia di quest'epoca, ecco come sarai ricordato: “È stato il primo presidente nero”. Ok, non è un brutto risultato, ma la cosa finisce qui: “Fu il primo nero americano ad essere eletto come presidente”. Nient'altro. Otto anni della tua vita e solo questo la gente ricorderà.
Michael Moore, The Hollywood Reporter, 9 settembre 2014

PULCI

Dopo il crollo dell'impero sovietico, questo capetto di partito aveva dato forma a una nuova onnipotenza: il grande fratello era caduto e quello minore ne copiava tutte le cattive abitudini, aggiungendone qualcuna di suo. (…) La gente subiva rassegnata la sua megalomania e si abituò alle quotidiane dosi di pazzia. Vivevano come le pulci, senza far caso alle folli acrobazie del loro ospite.
Tommy Wieringa, Questi sono i nomi, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, Iperborea 2014, pp. 46-7.

 

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