Futuro

A seconda della prospettiva, è il sogno o l'incubo di uno scrittore. Margaret Atwood non saprà mai quello che i lettori penseranno del testo su cui sta lavorando, perché il manoscritto della romanziera, prima di essere pubblicato e poi letto, sarà chiuso a chiave per i prossimi cento anni. Atwood è stata la prima autrice chiamata a collaborare al nuovo progetto The Future Library. Concepita dalla giovane artista scozzese Katie Paterson, l'iniziativa ha preso avvio senza clamori quest'estate con la piantagione di mille alberi a Nordmarka, appena fuori Oslo, e continuerà lentamente per tutto il prossimo secolo. Ogni anno fino al 2114 un autore sarà invitato a contribuire con un testo e nel 2114 gli alberi saranno tagliati per fornire la carta necessaria per stampare le opere, che finalmente potranno essere lette.
Alison Flood, Margaret Atwood's new work will remain unseen for a century, “The Guardian”, 5 settembre 2014.

Rivoluzione

La ricerca di parallelismo tra problemi che si presentano in campi diversi della conoscenza, come la teoria sociale e la teologia, la politica e la religione, è una pratica legittima, utile e senza dubbio scientifica. Ma in questo metodo comparativo sono insiti due pericoli. La tendenza a cercare affinità può indurre un autore in primo luogo a sopravvalutare le somiglianze e a sottovalutare, a volte trascurare del tutto. differenze essenziali tra due fenomeni; in secondo luogo essa può indurre a vedere un'identità laddove vi è una analogia soltanto apparente suggerita dall'uso di uno stesso termine con significati differenti (come per esempio nel caso dei termini rivoluzione, libertà, progresso). Usato in questo modo improprio il metodo della teoria comparata della cultura può degenerare in un vuoto verbalismo. L'uso e l'abuso del termine rivoluzione ne è un tipico esempio.
Hans Kelsen, Religione secolare. Una polemica contro l'errata interpretazione della filosofia sociale, della scienza e della politica moderne come “nuove religioni”, Raffaello Cortina Editore (edizione stabilita da Robert Walter, Clemens Jabloner e Klaus Zeleny, edizione italiana a cura di Paolo Di Lucia e Lorenzo Passerini Glazel), pp. 21-22.

Semplicismo

Il governo ha proposto un metodo di lavoro affinché il 2014 segni l'investimento più significativo mai fatto da un governo centrale sull'edilizia scolastica. Per questo ci si propone di intervenire sui vincoli del "patto di stabilità interno". Si propone ai diversi amministratori locali di scegliere all'interno di ogni comune "un edificio scolastico e di inviare l'indicazione della scuola, il valore dell' intervento, le modalità di finanziamento previsto e la tempistica di realizzazione": un metodo un po' garibaldino e semplicistico, mentre occorrerebbe tener conto che per dare velocità e efficacia alla scelta, il terreno prioritario di intervento dovrebbe essere in realtà il recupero e la cantierizzazione rapida delle risorse e dei progetti già esistenti.
Osvaldo Roman, L'edilizia scolastica. Un'emergenza nazionale, presentazione di Danilo Barbi, Ediesse 2014, p. 10.

Speculatori

Gli animali nelle gabbie dello Zoo non sembrano troppo infelici. Danno persino alla luce dei cuccioli. Cani-balie hanno allevato dei leoncini e i leoncini non hanno conosciuto la loro alta origine. Giorno e notte, come speculatori, le iene correvano su e giù nelle gabbie.
Viktor Šklovskij, Der Zoo o Lettere di non amore, oppure La terza Eloisa, traduzione e cura di Giulietta Greppi, Meridiano Zero 2014, p. 44.

Vaticano

A partire da martedì scorso il “Boston Globe” ha lanciato un nuovo sito di nome Crux, dedicato alla copertura della chiesa cattolica. Il sito – spiega il comunicato stampa – includerà articoli sul Vaticano, discussioni intorno a temi come l'aborto e il matrimonio gay, e materiali più leggeri fra cui giochi, viaggi e ricette oltre a una rubrica dedicata a dilemmi etici e morali. Su un piano strategico la nuova impresa appare convincente. Nel 2012 l'arcidiocesi di Boston stimava che nell'area metropolitana della città ci fossero 1,9 milioni di cattolici, circa metà della popolazione. Papa Francesco è più che mai popolare e dieci anni fa il “Globe” ha vinto un Pulitzer con i suoi reportages sulla pedofilia nella Chiesa, senza contare che nel mondo i cattolici sono 1,2 miliardi. “La mia idea è che non puntiamo solo a un pubblico nazionale, ma a lettori in tutto il pianeta” ha detto John Allen Jr, vaticanista di lunga data e tra le firme più importanti del sito.
Emma Green, And Now the News through Catholic Eyes, “The Atlantic”, 3 settembre 2014.

 

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