Era il caffè mischiato con uno o più tuorli d’uova, e lo si serviva al mattino. Lasciava un gusto cremoso in bocca e dava vigore per affrontare la giornata, sicché la cameriera lo portava a letto al padrone o alla padrona, subito dopo il risveglio. Oltre alla caffettiera e alla chicchera, in cucina doveva esserci un frullino per “frullare un tuorlo d’uovo con zucchero a uso specialmente di preparare il caffè coll’uovo” (Giacinto Carena, Vocabolario domestico. Stamperia Reale, 1851, I, p. 484). Il caffè veniva versato sopra bollente. Oggi in disuso, ha una sua letteratura. I versi seguenti, pubblicati nel 1928, hanno per protagonisti il telefono, la “signora mia” e la bevanda che le dà slancio:

Jeri, presempio, appena s’è svejata
ha bevuto er caffè cor rosso d’ovo
eppoi s’è fatta la telefonata

E manco ha preso in mano l’apparecchio
Ch’ha liticato co’ l’amante novo
E ha fatto pace co’ l’amante vecchio.

Trilussa, Er telefono, Libro N.9, 1928, Meridiani, Mondadori, 2004, p. 1142

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Una Risposta a La ricetta di Alberto Capatti
Caffè con l’uovo

  1. Mila ha detto:

    Vorrei ripristinare questa bevanda della mattina per fare come la “signora mia”

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