Vorrei andare a Saint Tropez, ma al Corviale si parla di Poetitaly come dell’unico festival di poesia su cui stiano investendo mercati immobiliari e una scoperta sorgente d’acqua minerale con proprietà profilattiche e terapeutiche. Molte agenzie di monolocali generici hanno chiesto di figurare come sponsor. Vedremo, se si farà in tempo. Sceneggiature per film, invece no, meno che mai adattamenti. Abbiamo chiesto ai registi interessati di guardare ai poeti come si guarda al frullatore di fragole, alla memorabilia cinematografica, all’abbandono del limes, non come si guarda ad attori.

Pittori e operai in tute massaua, lavorano con tutti i colori messi a disposizione dal territorio, dal Corviale, direttamente dove poi accadono i fatti, fatti che qui chiamano letture di poesie. Uscendo dalle colorerie appena aperte e già molto operose, alcuni hanno scoperto il reale valore del color magenta dopo anni di censure. In piena crisi di utilizzo e di luce, il turchese sembra qui l’unico colore adatto e gentile per la scena dei poeti.

Non dovrebbero passare elicotteri della polizia, perché l’azione dei poeti vista dall’alto è vaga, e non possiamo badare anche alla scintilla del poeta nascosto. Dunque, se scenderanno a terra, i poliziotti, saranno accolti a patto di non fare domande sugli spostamenti dei poeti prima e dopo le letture.

Flash back
Nel giugno 1979 sulla spiaggia di Castelporziano accade qualcosa di imprevisto e di mai sperimentato negli ambienti e nei luoghi tradizionali della poesia. Un festival internazionale, tra l’happening e la kermesse, dilata l’esperienza della fruizione nello spazio e nel tempo e sulla spiaggia del litorale laziale, pubblico e poesia si incontrano fisicamente in quella che sarebbe rimasta nella memoria collettiva, come la Woodstock dei poeti.

A Poetitaly oggi c’è la registrazione del dominio per tutti i poeti. Il tempo massimo per ogni lettura sarà di cinque minuti e nella cavea dominerà un colore tra il giallo e lo zafferano, quest’ultimo quasi scomparso dai cataloghi per cibi in busta. Forse sarà uno speaker system a trasformare la voce dei poeti in howl. Ecco sfilare le ritenzioni liriche, le banalità del mare, i paradigmi a lunga conservazione, le commercializzazioni di eternità, contrattate con cura. Tentativi di sfuggire alla partecipazione al festival di alcuni poeti sono stati sventati, mentre dal pubblico non ci aspettiamo nessuna fellonia.

Vorrei vedere nel pubblico, una pantera a pois, gioiosamente avvinta nell’ingranaggio di una lingua, che spinga senza pause estive, verso il lato politico, comico, e rimosso dei mondi.

POETITALY
Corviale 5-6-7 Settembre

In tre serate, a partire dalle ore 19.00, nella cavea esterna/anfiteatro di Corviale, si incontreranno molti poeti di varie generazioni, tendenze e controtendenze rappresentative della nostra attuale identità poetica, dai lirici ai postneoavanguardisti, dai testuali ai performer, dai classici viventi ai rapper, dai popolari ai procedurali, fino a un esperimento di poesia virtuale live. A trentacinque anni dall’evento cataclismatico di Castelporziano e a venti dal Festival dei poeti di Ostia antica, un inedito incontro tra la Poesia e il Luogo, resi entrambi protagonisti. Qui tutte le info e il programma completo.

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2 Risposte a L’erba vorrei. Lidia Riviello

  1. mauro ha detto:

    Le “ritenzioni liriche”
    può bastare…
    W la Riviello, e la poesia.

  2. Elisa ha detto:

    Speriamo in tante pantere e erba arcobaleno!

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