Vorrei che il conformismo intellettuale, trovasse vigili avvistatori pronti a denunciarlo. Vorrei che la memoria corta non lasciasse a secco le radici dell’albero del fare civile. Vorrei che le persone che ricoprono ruoli istituzionali non parlassero di emozioni e della loro infanzia.

Vorrei che ciascuno avesse un obiettivo per cui impegnarsi. Vorrei che le generazioni più giovani non fossero obbligate a lasciare l’Italia perché respinti. Vorrei che non si ostentasse un ottimismo euforico ma neanche un’amarezza demolitrice. Vorrei che non fosse diffusa la sensazione di impotenza. Vorrei non deludere chi ha energia e sguardo prospettico. Vorrei non chiamare Progetto Quadriennale un cartellone di spettacoli.

Vorrei che i giovani non rinunciassero di aspirare alla bellezza e che si prestasse ascolto alle esortazioni di Peter Handke: “Non fatevi mettere in testa che noi saremmo gli esseri sterili e devitalizzati di un’epoca tarda e finale”. Vorrei che i senza illusioni non avessero la meglio.

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Una Risposta a L’erba vorrei. Valentina Valentini

  1. …mio dio, quanti vorrei….

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