Vorrei... che l'Italia si accorgesse finalmente di possedere una grandissima risorsa, oggi nascosta tra i centri orribili di accoglienza, negli hotel di seconda mano, in interi paesi e per le strade e sotto i ponti. Una risorsa costituita da centinaia di migliaia di giovani immigrati uomini e donne che per arrivare in Italia hanno non solo rischiato la pelle, ma vissuto una delle esperienze più dure di diaspora ed esodo che l'umanità possa ricordare.

A questi che sono tra noi l'Italia dedica tutte le sue forze di clandestinità. Dopo averli salvati dal mare o lasciati annegare, dopo averli accolti o respinti non sa che farsene. Letteralmente, non sa. Sono una zavorra imbarazzante per cui arrabbiarsi con la signora Merkel o con il signor Cameron. E prima spariscono e meglio è. A loro l'Italia non riesce a dare nessuna collocazione, non ha ruoli da offrire e può solo costringerli ad una illegalità dovuta al doppio vincolo del rifugiato che in quanto tale non può lavorare o del clandestino che in quanto tale non ha diritti.

Ovviamente tutta questa forza viene regalata, come ha recentemente dimostrato un bel libro di Andrea Staid, I dannati della metropoli (Milieu 2014), ad ingrossare le fila della illegalità, viene regalata a mafia, camorra e 'ndrangheta. Palermo, la città in cui vivo, è presidiata marciapiede per marciapiede da una armata di immigrati che vengono sfruttati direttamente come posteggiatori dalle famiglie mafiose. Che ovviamente sanno cosa farsene degli immigrati.

In un paese come l'Italia ricco di istituzioni, associazioni con storie secolari come l'Arci o le Cooperative possibile che nessuno riesca a inventarsi un sistema per "utilizzare" legalmente questa nuova forza? E si badi bene che l'ingresso nella legalità degli immigrati creerebbe lavoro e commerci, formerebbe un settore nuovo di rapporti con i paesi da cui questi immigrati provengono, offrirebbe risorse ed occasioni inaudite anche ai disoccupati italiani. Ai quali potrebbe essere dato il compito di inventare un nuovo business legato all'immigrazione. Ma invece in un paese avvilito da un secolo di assistenzialismo ecclesiastico e di sinistra forse tutto questo è impensabile, e non rimane che ripetere vorrei...

 

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