Vorrei che... non rispondo d'impeto, tutt'altro. Ci ho pensato bene. Volevo cominciare così: vorrei tornare indietro. Poi mi sono reso conto, che, alla tua età, non si dice, è banale e ovvio. Sa di inutile nostalgia. Eppure aveva un senso.

Provo a ridirlo in questo modo: se ci fosse una moviola del tempo, vorrei tornare indietro, piano, cauto, con ossessiva attenzione, per ritrovare il punto e il momento. Che cosa è accaduto lo sapete. In quel punto e momento, che lì per lì è sfuggito a tutti, mentre stavamo andando da un'altra parte, abbiamo imboccato la strada sbagliata . Siamo entrati in un percorso cieco e sgradevole, dove si vedono, fino all'orizzonte, le carcasse di cose che abbiamo fatto e abbandonato per una ragione o per l'altra.

Un momento. Prima di dire che abbiamo imboccato la strada sbagliata, bisogna poter dire dove stavamo andando e perché abbiamo deviato da quella che, presumibilmente, era la strada giusta. Qualcuno se lo ricorda? Avevamo fini, progetti, cose buone e urgenti da fare? Avevamo un piano? Non sento voci e non possono contribuire di mio.

Ricordo solo che ero in colonna con tutti, e tutti credevamo che quella fosse la strada giusta. E poi, all'improvviso, qualche invito o segnale, qualcosa che ci ha attratto o ci ha persuaso, ci ha fatto cambiare percorso. Ovvero, chi stava in testa ha cominciato ad andare da un'altra parte e noi dietro. Una giustificazione ci sarebbe. Una strada nuova vuol dire avventura, vuol dire altri paesaggi, altri incontri, eventi preventivamente graditi in quanto imprevisti.

C'è per tutti (pensate: per tutti! ) un effetto, per quanto effimero, di ringiovanimento. Viene dal senso gradevole dell'iniziare (invece di finire ) qualcosa. Perché allora tutto questo spaesamento e disagio? Forse diciamo che la strada vecchia sarebbe stata migliore, ma lo diciamo solo per nostalgia, solo perché l'abbiamo abbandonata. E forse diciamo male della strada nuova perché è accidentata. Però quante volte una strada accidentata ha portato al meglio, anzi, al posto giusto.

Ammettiamolo, siamo troppo irrequieti e continuiamo a dirci l'un l'altro che abbiamo commesso un errore. Come tutti quelli che hanno commesso un errore, vogliamo rivedere il luogo del delitto, ovvero dove, come, perché abbiamo sbagliato. E coltiviamo l'illusione che si può sempre tornare indietro. Non è vero. Ma in qualcosa bisogna pur credere.

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Una Risposta a L’erba vorrei. Furio Colombo

  1. tiziana ha detto:

    “In qualcosa bisogna pur credere”; meglio sarebbe credere in ciò che ci ha portati sin qui, e avanti tutta, che il tempo è sempre troppo poco!

    Piaciuto, un saluto
    Tiziana

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