Vorrei che tornasse il libero amore. C’è mai stato il libero amore. Sì che c’è stato. Era quando una mia amica di sinistra, ma non solo lei, la sentivo dire: oggi sta finendo il giorno e non ho scopato. Ecco. Un desiderio a portata di ore, una inflessione quotidiana, soffice e forte. Un rimpianto per la parte di piacere che ogni giorno ti spetta e non l’hai avuta. L’abbandono agli affetti. Ci si può rinunciare? A quanto pare sì. Non giusto. Anche perché un pulsare e raddolcire degli affetti come nel fare l’amore non lo trovi da nessun’altra parte (detto senza tono assertivo, lo giuro).

Lo trovavi nelle vecchie conoscenze e in persone mai viste prima. La parola disponibile indicava l’apertura in tutte le cose della vita, l’erotismo in primo piano. Non un qualcosa di losco, specie per quanto riguarda le femmine. Un bisogno? Potrebbe anche essere, che c’è di male? La famosa teoria dei bisogni di Ágnes Heller aveva una circolazione ampia e non indicava affatto il primario biologico di cui niente sappiamo per certo, infatti il secondario che cosa sarebbe, è come dire il necessario e il superfluo. Vecchia storia.

Spostare l’erotismo, il sentirsi erotici, nel quotidiano, dove sembrava logico e bello che stesse – ma non vi sembra che l’uso del presente suonerebbe bene in questo caso? perché non si può usarlo? perché si ricorre a una specie di favolistica dell’età dell’oro? - significava pluralità di rapporti erotici. Concomitanti, intendo. Ovvio. Lì c’erano da rimuovere difficoltà notevoli, non perché non ci fossero sempre stati, i rapporti erotici plurimi concomitanti, ma perché diventavano pratica comune affermata e non più clandestinità un po’ sordida un po’ ansiogena.

Il libero amore non c’è più. Sembra. A occhio. Soprattutto tra la popolazione di sinistra. Be’, certo: se è scomparso, sempre che sia scomparso, mica sto parlando di ere geologiche, di specie animali, di materiali organici o inorganici, e nemmeno sono in collegamento diretto dall’istituto centrale di statistica, è perché la sinistra l’ha fatto scomparire. La sinistra diffusa. Come mai? Come si spiega? Non era una sua bandiera?

Sì, però, il potere maschile in uno scambio non egualitario… la mercificazione del corpo delle donne… la profondità qualitativa dei rapporti1 è vero erotismo non questa circolazione facile delle carezze degli allacciamenti degli sguardi desideranti… (di «appetito ingordo» scrive Ilaria Bussoni in un ispiratissimo e fascinosissimo articolo sull’amore a due, Oh my lord!, in Alfabeta2, 9 giugno 2014).

Analisi preziose, discorsi di rinnovata tradizione. A un certo punto diventano prescrizioni. E allora tanti saluti alla disponibilità amorosa – dentro di sé, anzitutto -, alla curiosità per altri corpi, altri occhi, altre sonorità della voce, altri tipi di intelligenze, altre minime pieghe della pelle. Che avvincono, catturano, motivano. Registro, forse, un’eclissi. Di un’idea buonissima: la libertà dell’amore cercata nella confidenza con l’amore.

 

  1. Tendenzialmente eterni, lo auspica Massimo Recalcati, il guru della sinistra. []
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3 Risposte a L’erba vorrei. Mario Gamba

  1. jacopo galimberti ha detto:

    una sinistra senza libero amore e’ una sinistra o senza liberta’ o senza amore – o priva di entrambi – cioe’ una sinistra che non va da nessuna parte.

    importante parlare di queste cose, grazie a Gamba.

    • Mario Gamba ha detto:

      Grazie a Jacopo Galimberti. Sono d’accordo col suo giudizio sintetico. Infatti la sinistra non è propulsiva per niente. Ma quella che chiamiamo così oggi è sinistra? Se il termine ha ancora un senso credo che occorra pensare a idee che viaggiano, a esperienze vive e molecolari, a progetti immaginati, ad analisi molto e troppo dense troppo poco connesse con la vita quotidiana.

  2. andrea inglese ha detto:

    caro Gamba,

    io spero sempre di evolvermi, di diventare più di sinistra, e di ritrovarmi perfettamento atto al libero amore. Dico sul serio, ma non è una via facilissima. In compenso, pare che crescano anche non a sinistra gli scambisti, e che i club sadomaso siano sempre più frequentati e dalle nuove generazioni. Sarà amore libero? Speriamo. In ogni caso, volevo rassicurare l’amico Jacopo, il quotidiano francese Libération ha dedicato ogni numero dei week-end estivi al tema desiderio-erotismo, amore libero o no, con interventi pro e contro di esperti vari. Diciamo che almeno in Francia rimane un tema di cui la sinistra ama molto discutere…

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