Vorrei che... tutti i mercanti d'arte chiudessero i battenti, perché sono mercanti di morte. Spacciano merce avariata. Ci si era quasi riusciti, ricordate, negli anni Settanta? Niente da vendere... perché come facevi a vendere una performance, un happening, un'azione comportamentale, un cartellino o una Palla di gomma (caduta da 2 metri) nell’attimo immediatamente precedente il rimbalzo?

La smaterializzazione dell'opera aveva messo in crisi il mercato dell'arte. Una grande occasione! E invece... oplà, ecco la controrivoluzione, il tradimento e la sua ideologia, e il sistema dell'arte riprendeva a girare splendido splendente come una giostra impazzita. Nuovi mercanti, nouveaux critiques, e la nave andava... con il suo carico di scampoli delle defunte avanguardie artistiche, in versioni neo e post, europee ed extra.

Vorrei che... gli artisti si rifiutassero di giocare un gioco dell'arte tenuto in vita artificialmente, la smettessero di giocare alla crisi e fare statuine, cosine belline... che va bene Duchamp, ma da Duchamp agli sciampisti il passo è breve! Ora la committenza è quella del cognitariato metropolitano, le sue opere d'arte possono essere solo quelle che esprimono i tempi e gli spazi del comune. Ricordate quando l'Europa fu attraversata da un movimento potente di costruttori di Cattedrali? Ecco, vorrei che si moltiplicassero le esperienze come quella del MAAM - Museo dell'Altro e dell'Atrove, che il Teatro Valle fosse attraversato ancora e sempre dal desiderio e dalla creatività, e che gli artisti iniziassero a costruire le nostre Cattedrali del comune.

La smettessero insomma di aggirarsi, estenuati, nelle stanze della storia dell'arte ossessionati dalla memoria. Vorrei invece fare l'elogio dell'assenza di memoria, perché davvero è troppo pesante questo bagaglio caricato sulle spalle, siamo sfiniti dalla conservazione, dai monumenti e dai musei. Chiudiamoli i musei, buttiamo giù un po' di monumenti, gli spregevoli anfiteatri della propaganda imperiale, l'infame basilica del Sacro Cuore, le orribili statue equestri che grondano sangue. Mancanza di memoria è libertà! Voglio, e non vorrei, un angelo della storia con lo sguardo rivolto in avanti, solo così potremo liberare il passato dalla prigione del museo e guarire dalla nevrosi del tempo che ci costringe a vivere in un eterno presente, catturati nella sindrome della fretta.

E quindi vorrei che... il pontefice di Santa Romana Chiesa abdicasse, si ritirasse in un eremo, ce ne sono di bellissimi sulla Majella per esempio, e dallo splendore silente della montagna vedesse la Chiesa tornare a essere quella comunità di uomini e donne cristiane che operano per il bene comune. Che si ritirasse per sempre insomma, e non per lasciare il posto a un successore, perché la missione della Chiesa come istituzione è venuta meno, perché del katéchon che trattiene non c'è più bisogno. Vorrei, infine, che venisse veramente il tempo della profezia paolina, profezia materialista. Che venisse il tempo nel quale tutti i morti risorgeranno incorrotti e vivranno in eterno con il loro corpo glorioso, perché di continuare a morire proprio non ne possiamo più.

 

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3 Risposte a L’erba vorrei. Nicolas Martino

  1. laura ha detto:

    bello.

  2. Angelo Pretolani ha detto:

    IL BOSCO DI PARMENIDE
    ‪https://www.facebook.com/groups/327901487374651/

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