Paola Pilisio

"Come sarà la vita sulla terra quando finirà il petrolio?" A Martis in Sardegna dal 1 al 3 agosto, con la rassegna cinematografica Life after Oil, si tenterà di individuare delle alternative possibili all'uso degli attuali modelli di produzione energetica. Con uno sguardo proteso verso un futuro che parrebbe ineluttabile, la domanda se la pongono con forza anche i tanti comitati popolari nati in Sardegna contro l’uso dei combustibili fossili e l’assalto da parte delle multinazionali della green economy.

Il festival nasce da un’idea di Massimiliano Mazzotta e Antonio Caronia. Dopo aver prodotto il primo documentario, Oil 1 - L’oro nero dei Moratti, che ha causato a Mazzotta più di un problema, giudiziario e professionale, ecco che dall’incontro tra Mazzotta e Caronia nasce Oil 2. Ma i due non si fermano e si pongono la fatidica domanda «cosa accadrà una volta che si esauriranno le risorse di petrolio?».

Purtroppo, Antonio Caronia se ne va il 30 gennaio 2013, ma Massimiliano è ingaggiato nella promessa e porta avanti il progetto. Martis non é stato scelto per caso, è uno dei 19 comuni sardi interessati dal progetto di sfruttamento di risorse geotermiche 'Martis' che nasce con l’obiettivo di trivellare 270,50 Km quadrati di interesse agricolo, pastorale e paesaggistico. E, precisazione necessaria, se nel sottosuolo ci dovessero essere idrocarburi, i permessi verrebbero facilmente convertiti dal labor limae di politici e funzionari.

I documentari presentati arrivano da tutte le parti del mondo, sono 19 e la cosa interessante è che in Birmania, come in Germania, tutti dicono la stessa cosa, o almeno tutti si pongono lo stesso problema, ovvero individuare delle alternative possibili agli attuali modelli di produzione conosciuti.

Il Life after Oil film festival è dunque un pensiero proteso verso un futuro ineluttabile – ed è forse questo il segno di Antonio Caronia sul progetto - cui si affianca una preoccupazione presente, e molto tangibile. Così il Life after Oil film festival è anche un momento di resistenza agli smodati appetiti dei signori dell'energia supportati dai lauti incentivi di Stato. A tal proposito, è utile notare che questo settore della spesa pubblica non è stato interessato da tagli.

 

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