Alberto Capatti

Quando si parla di cucina futurista, si pensa a Marinetti, a Fillia e a tutta la banda di esagitati fascisti che combattevano la pastasciutta, e ne inventavano di cotte e di crude. Nel volume apparso nel 1932, ci sono ricette provocatorie come il porcoeccitato (“Un salame crudo, privato della pelle, viene servito diritto in un piatto contenente del caffè-espresso caldissimo mescolato con molta acqua di colonia”) ed altre da manuale di cucina, fra cui le arancine di riso. L’inclusione di queste ultime, la si doveva al fatto che, sconosciute ai più, erano palle dorate, suggestive per chi cercava, nel cibo, la forma di sfere e bolidi. Fra le ricette, ripeschiamo il Golfo di Trieste dell’aeropoeta futurista Bruno Sanzin:

Cuocere un chilogrammo di vongole senza guscio in una salsa di cipolle e aglio aggiungendo lentamente il riso. Presentare questo risotto con un contorno di crema alla vaniglia senza zucchero.

Non è stato fatto uno studio serio di queste ricette, da un punto di vista culinario. Cominciamo dunque con il risotto. Lo ritroviamo nel Cucchiaio d’argento (Domus 1950, p.109), ma è un’attestazione tarda, perché, negli anni ‘30 figura sia nel Talismano della felicità di Ada Boni (risotto coi caparozzoli, quarta edizione, 1934, p.162) sia in Come si cucina il pesce di Nautilus & moglie (1935, p.56).

Riso alle vongole

“Dose per sei persone: vongole chilogrammi uno e mezzo, riso mezzo chilogramma. Lavate le vongole in acqua corrente, lasciatele in acqua salata per un paio d’ore. Ritiratele, asciugatele e mettetele in una casseruola dove avete versato tant’acqua quanto basta a cuocere il riso. Appena le vongole si aprono, ritirate dal fuoco; togliete vie le vongole per mezzo di uno scolatoio e conservate l’acqua che filtrerete con un tovagliolo, per togliere la sabbia che quasi sempre vi si trova. Conservate poi quest’acqua che addizionata a un soffritto, vi servirà per cuocere il riso”.

Entriamo nel vivo della ricetta:

“Ora sgusciate le vongole. Fate un soffritto con un tritato di prezzemolo, aglio, cipolla, carota e sedano. Quando è rosolato gettatevi le vongole. Salate, pepate, aggiungetevi un cucchiaio di salsa di pomodoro, bagnate con un po’ di quell’acqua che avete conservata e che verserete a poco a poco. Scapricciatevi aggiungendo qualche ortaggio di stagione. Gettate il riso in quest’intingolo e servite”.

Le varianti sono facili da intuire: niente carota, sedano, salsa di pomodoro né ortaggio di stagione. Il grasso per il soffritto? olio d’oliva (extra vergine). Nella cucina futurista c’è poi la crema alla vaniglia senza zucchero, tocco di chef, da provare, ma una cucchiaiata giusta.

 

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