Maria Teresa Carbone

Detenzione

Gli Stati Uniti attualmente hanno un numero di detenuti che è tra le cinque e le nove volte superiore a quello degli stati dell'Europa occidentale ed è significativamente più alto di quello della Cina e della Russia. Circa il 3 per cento degli adulti statunitensi sono oggi sotto controllo correzionale: 2,2 milioni di persone in carcere e altri 4,8 milioni in regime di semilibertà. Nella storia moderna solo i campi di lavori forzati dell'Unione Sovietica di Stalin si sono avvicinati a questi livelli di detenzione penale. (…) Il fatto che negli ultimi quarant'anni il numero di detenuti nelle carceri americane sia aumentato di cinque volte non ha avuto grande eco nell'opinione pubblica. In effetti molti cittadini non se ne sono quasi accorti, dal momento che questa quantità crescente di carcerati proviene in modo sproporzionato dalle comunità nere povere e segregate.
Alice Goffman, On the Run: Fugitive Life in an American City (Fieldwork Encounters and Discoveries), University Of Chicago Press 2014, pp. Xi, 2-3

Lettura

Julie Coiro, all'università di Rhode Island si occupa di apprendimento nella lettura digitale da parte degli studenti delle scuole primarie e secondarie, ha scoperto che una buona capacità di lettura nella carta stampata non si traduce necessariamente in una buona capacità di lettura su schermo. Non solo gli studenti differiscono nelle loro capacità e preferenze, ma hanno bisogno di un diverso tipo di addestramento per eccellere in ciascun medium. Il mondo della rete, sostiene Coiro, richiede agli studenti un autocontrollo molto maggiore rispetto a un libro fisico. “Nella lettura su carta, di solito l'unico momento in cui si esercita questo controllo è quando si prende in mano il libro, – spiega – mentre su internet il ciclo di autoregolazione si ripete più volte. Per le persone capaci di autocontrollo non è un problema, ma i lettori che non siano stati addestrati a concentrare la loro attenzione, ogni volta che cliccano un link, costruiscono un testo loro. E al momento di rispondere alle domande di verifica sulla comprensione, è come se avessero letto il libro sbagliato.
Maria Konnikova, Being a Better Online Reader, New Yorker, 16 luglio 2014

Poliamore

Non esistono studi su larga scala che diano conto del numero di individui poliamorosi (detti anche negli Usa “poly”), ma i dati che emergono dai gruppi di poliamore, dai terapeuti della relazione e dai siti di incontri fanno pensare che la cifra stia crescendo rapidamente. La psicologa Terri Conley dell'università del Michigan calcola che il 5 per cento degli americani abbiano in corso relazioni consensuali non monogamiche. E dall'anno scorso c'è un social network poly, Kotango, che ha oggi quattromila utenti. (…) Perché tendiamo a cercare più di un partner? Gioca un ruolo lo scetticismo nei confronti della monogamia. Circa il 20 per cento dei matrimoni negli Usa terminano con un divorzio. “L'indebolimento della fiducia” conduce a “una maggiore apertura nel cercare soluzioni funzionali invece di appoggiarsi a una tradizione” dice Deboeah Anapol, psicologa clinica a San Francisco. E in generale, la gente è molto più aperta nei confronti degli stili di vita alternativi.
Melissa Pandika, The Rise of Polyamory, Ozy 18 luglio 2014

Schizofrenia

Per Wolfson, rivendicare il distintivo della schizofrenia significava ricorrere, per rivolgersi ai dottori, a quello che Artaud chiama “umorismo letterale radicale”, un umorismo tanto tagliente da diventare impercettibile. Era il tipo di umorismo che coltivava Kafka, così che non si poteva sapere con certezza se stesse prendendo in giro quello di cui stava scrivendo o assecondando il suo valore nominale.
Full Stop to an Infernal Planet, Sylvère Lotringer conversa con Duccio Fabbri, in Louis Wolfson, a cura di Pietro Barbetta e Enrico Valtellina, manifestolibri 2014, p. 15

 

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