Rossana Campo

L’ho trovato, alla fine, di chi era quel ritmo, quella scrittura che mi veniva in mente e continuava a ritornare ogni tanto mentre leggevo lo strabordante e assai originale romanzo di Rachel Kushner, I lanciafiamme. Era il famoso finale dell’ultima pagina di On the Road di Jack Kerouac, E così in America, quando il sole va giù e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghissimi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa fino alla costa Occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità… eccetera.

Sì forse perché anche tutto questo lungo racconto della scrittrice americana parla di strade, e di velocità e di motociclette e di meccanica e tutti i personaggi sono spinti da un fuoco che li muove in direzione opposta a quella di chi ha deciso di essere stanziale, di continuare a vivere dove è nato e di accettare le leggi sociali come sono. Qui tutti i personaggi percorrono le strade del mondo, a cominciare dalla bionda protagonista che viene chiamata Reno con riferimento alla sua città del Nevada, e che incontriamo subito, a partire dal secondo capitolo, vestita di pelle e sfrecciante per le ampie strade d’America su una moto Valera, Nelle Salt Flats, sole e sale cospiravano producendo una miscela luminosa e calda che penetrava da tutte le direzioni, riflettendo raggi che rimbalzavano dal terreno, bruciandomi, attraverso la tuta in pelle, il lato posteriore delle cosce

Reno adora le moto e la velocità fin da quando ha 14 anni, perché nel tenermi ben salda durante impennate e salti imparai ben presto ad avere fiducia, e quando a vent’anni si lancia verso New York decide di unire la passione per le moto col sacro fuoco artistico. Sono gli anni ‘70 e anche se all’inizio si sente sola e completamente tagliata fuori da quella metropoli piena di gente brillante, artistica e mondana, riuscirà presto a mettersi in un giro interessante di artisti che espongono nelle gallerie più alla moda e che sono affascinanti e tenebrosi quanto basta, sfuggenti il giusto e ricchi senza sfoggio. Reno si immerge anima e corpo nei molti incontri e cene con chiacchiere a raffica e narrazioni di sé e del mondo, e quando incappa nell’artista italiano Sandro Valera, erede degli industriali italiani delle motociclette, è coup de foudre e da lì seguirà un viaggio in Italia dove si troverà prima nella quiete borghese in una gran villa sul lago di Como poi di colpo in mezzo a manifestazioni e scioperi della contestazione degli anni ’70 (il libro è anche dedicato a quell’Anna che fu la protagonista del famoso film di Grifi del ’75 che riprendeva per molte ore una ragazza di 16 anni incinta e tossica).

La storia della famiglia Valera si intreccia durante tutto il romanzo con le vicende della ragazza americana Reno, ed è anzi proprio Valera padre, colui che darà inizio alla fortuna di famiglia, che apre il libro. Nel primo capitolo troviamo il soldato Valera colto in un momento del 1917, sul fiume Isonzo, durante la Grande Guerra, che uccide un soldato tedesco colpendolo con un faro di moto. Dopo la guerra Valera vivrà a Roma dove stringe amicizia con un circolo di artisti Futuristi, e sarà poi per gelosia furiosa e furibondo amore di una ragazza che vede sfuggirgli a bordo di una motocicletta guidata dal rivale che deciderà di avere a che fare con le moto. A diventarne anzi uno dei più grandi costruttori, lui e quella famiglia che Rachel Kushner vede come protagonista di tutta la storia italiana del Novecento.

La moto e la velocità, il provare a spingersi oltre i limiti del corpo fisico, le sfide lanciate a se stessi e alle leggi stabilite dalla società sono il materiale che affascina la scrittrice, così come le narrazioni di vite di artisti e performer, brigatisti rossi e anarchici lanciatori di molotov. Sono storie che pur correndo sparate a velocità fulminante ci portano ogni volta fin dentro i pensieri le sensazioni i desideri le paure dei vari personaggi, con una scrittura percussiva, ipnotica, martellante e precisa nei dettagli che entra e esce da paesaggi, stanze, corpi e storie umane, quasi un tentativo letterario di superamento dei limiti per arrivare ad appropriarsi di ogni aspetto della realtà, Ora corri muovendoti a zig zag tra gli alberi fitti resistenti e robusti, che fermano la luce del sole, raggiungendola tuttavia in cima… gli alberi, allungati in direzione della luce che fermavano, non rientravano nella matrice di Dio. E andavano dalle radici al cielo, senza parti in paradiso o all’inferno. gli alberi erano e basta

Rachel Kushner
I lanciafiamme
traduzione di Stefano Valenti
Ponte alle Grazie (2014), pp. 566
€ 18,60

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