Maria Teresa Carbone

Cimiteri
La frase “Finché morte non ci separi” assume un nuovo significato a Mosca, dove i cimiteri si dividono sempre di più per linee etniche e religiose. In effetti la morte separa le persone, ma in questo caso si tratta di un prolungamento delle crescenti tensioni fra i moscoviti viventi la cui città conosce oggi una vera e propria esplosione per quanto riguarda l''immigrazione.
Lorena O'Neil, Not all death is created equal, Ozy, 8 luglio 2014

Destino
Data la sua adolescenza inquieta, il senso del Destino negli scrittori russi le aveva parlato molto presto. Le era toccato in sorte un padre decapitato, una gravidanza indesiderata per gentile omaggio dell'uccisore di suo padre; i romanzi pieni di drammi non la imbarazzavano.
Allan Gurganus, Non abbiate paura, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini Playground 2014, p. 67

Inglese
Circa due terzi delle persone che parlano inglese non sono di madrelingua inglese. In altri termini, l'inglese non appartiene più all'Inghilterra, alla superpotenza americana o anche ai vari paesi anglofoni. L'inglese è la lingua del mondo.
R.L.G., Future English, Simpler and more foreign, Economist, 3 luglio 2014

Manoscritti
Vi siete mai fermati a pensare quanto scrivete? Le tecnologie degli ultimi vent'anni hanno prodotto “uno spumeggiante Niagara di scrittura” come Clive Thompson l'ha definito nel suo libro Smarter than you think. A quanto ammonta questa cascata? Si tratta di circa 3,6 trilioni di parole al giorno, l'equivalente di 360 milioni di libri, e questo solo contando le email e i social media. Pensate poi ai miliardi e miliardi di sms... Ho voluto trovare una sensazione più tattile per la mia quota di sovrabbondanza digitale, così la scorsa settimana ho fatto una cosa un po' folle. Ho scritto tutto a mano: ho scribacchiato ogni email, ogni tweet, ogni sms, ogni aggiornamento di stato e ogni commento su uno di quei vecchi piccoli blocnotes, ho fotografato ogni nota con il mio telefonino e l'ho inviata in forma di immagine ai destinatari. Ho scritto, fotografato e condiviso più di 130 messaggi scritti a mano nell'arco di due giorni: lunghi e brevi, professionali e personali, pubblici e privati. Non l'ho fatto perché mi piace scrivere a mano (sebbene anche questo sia vero), l'ho fatto per abbindolare il mio cervello, per rallentare e seguire attentamente il flusso di borbottii digitali che scrive e manda con una tale facilità da non essere quasi percepiti come borbottii.
Monica Guzman, Why in the world I hand-wrote my emails and what it taught me about how we write, Seattle Times 5 luglio 2014

Oppressi
Marx, repetita iuvant semper. Lei è insoddisfatto come tutti. La sua alienazione è quella del ricco ed è quello del povero, è quella del servo e – come no! – anche del padrone. Perciò se lo appunti. Questa è la storia di un esproprio. Questa è la storia di una corruzione, di un'innocenza perduta, di grandi speranze tradite. Ha mai letto Dickens? Dunque, qui abbiamo dei personaggi che si sentono oppressi. E perché? Perché non si appartengono! Perché sono alienati!
Errico Buonanno, Lotta di classe al terzo piano. La storia di Marx e del suo Padrone. Di casa, Rizzoli 2014, p. 165

 

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