Prodromi e controsensi della globalizzazione. “ Ricordo ancora con raccapriccio il giorno in cui, nel mio abituale ristorantino cinese, curiosando in cucina scoprii che il cuoco era sardo.” A raccontare l’aneddoto, è Ugo Tognazzi nella prefazione de La cucina dei cinesi di Hsiao Chin e Mirella Miotti (Mazzotta).

Era il 1973 e l’attore aveva appena girato La grande bouffe di Ferreri. Con la morte ancora in gola, vi accreditava il proprio talento culinario e una certa universalità gastronomica che includeva i veri cinesi. Era la sola cucina etnica presente in Italia e andava autenticata in una battaglia per la qualità che comportava da un lato liofilizzati e surgelati, e dall’altro finte trattorie rustiche. Oggi, il sistema alimentare è capovolto, molti ristoranti cinesi si sono convertiti al sushi e verrebbe voglia di conoscere quel cuoco sardo, un vero precursore.

Ecco dunque la ricetta, datata 1973, del kuanton-tsaofan. Tutti gli ingredienti potrebbero essere italiani e si ritrovano in un supermercato. Ve lo servirete come un risottino leggero ed estivo, e se usate l’arborio, ritroverete confermata la vostra scelta in una quantità di siti di fusion cooking.

Kuanton–tasofan - Riso alla cantonese

Ingredienti : mezzo chilo di riso, un etto di piselli, due fette di prosciutto crudo tagliato grosso, tre uova, mezzo bicchiere di olio di semi, sale e pepe macinato q.b.

Mettete in una pentola il riso con acqua fredda che lo superi appena appena e portate a bollitura a fuoco medio-alto. Quando bolle, abbassate la fiamma al minimo, rimestate, coprite e fate cuocere per venti minuti circa. A parte battete le uova, salate, fate tre frittatine sottili e tagliatele a pezzettini. Tagliate poi il prosciutto a dadini piccolissimi. Fate quindi scaldare quattro cucchiai di olio di semi in una padella grande e, a fuoco medio-alto, fate soffriggere i piselli. Abbassate la fiamma medio-bassa, aggiungete il prosciutto, le uova, il riso. Salate e cospargete con una presa di pepe macinato. Mantenendo il fuoco al minimo, girate per qualche secondo e quindi servite.

*Lo speciale ricettario estivo di alfa+più è a cura di Alberto Capatti

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi