La diffusione del tonno in scatola, nella storia della gastronomia, ha comportato una rivoluzione, cancellando valori come il mercato itttico, la stagionalità, i tempi di preparazione. La conserva di tonno invade i settori degli antipasti, della pasta, delle insalate, senza incontrare resistenza, e, prima della surgelazione, del pesce fresco. La preparazione del tonno pescato, era di poco rilievo nella cucina internazionale, mentre risultava importante nelle cucine regionali, in particolare siciliana.

Nel Quattrova illustrato da Giò Ponti e da Tomaso Buzzi (Domus, 1931), si trova il purè di tonno. Oggi basta cliccarlo, ma senza quei due e la loro amica Emma Vanzetti, non è la stessa cosa. Ingeniatevi a ripeterla senza tonno Nostromo, maionese Kraft e cetrioli Zuccato.

Purè di tonno

Più economico, ma non meno simpatico, è quest’altro piatto che otterrete unendo a 250 gr di tonno, pure passato allo staccio, una puré raffreddata di ½ kg di patate e ½ bicchiere di latte.

Se avrete tempo e voglia, potrete divertirvi ad accomodare su di un piatto lungo l’impasto, dandogli forma di pesce, e lo coprirete di maionese, completandolo con una decorazione di cetriolini.

Un dettaglio personale. Nella mia infanzia, all’inizio degli anni cinquanta, noi bambini amavamo tanto il tonno che, in famiglia, ce lo lasciavano mangiare con la marmellata svizzera, ma, di quest’uso, non esiste alcuna ricetta.

*Lo speciale ricettario estivo di alfa+più è a cura di Alberto Capatti

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