Michele Emmer

Viviamo immersi nell’epoca del messaggio breve ed effimero. L’email è divenuto in breve tempo un mezzo obsoleto (almeno per una parte degli utenti) per comunicare. Si scrive troppo, si tende a ragionare, e spiegare, non va. Meglio un bel twitter o ancora meglio un hashtag. Poche parole, pochissime. Tutto è più semplice e chiaro. Tanto tutto sparirà presto, dimenticato. Sino a pochi anni fa era la carta, la carta scritta, la carta stampata, che si riteneva effimera. La fragilità della carta. Arte antica, preziosa, quella della carta. Della scrittura, della scrittura stampata, delle lettere scritte a mano. Scrittura su cui riflettere, ragionare, inventare, arte, per fare arte, legata alla materia, alla carta.

Un incontro molto interessante, lettere, stampe antiche che diventano arte. In questi gironi a Venezia, uno dei luoghi dove è nata la carta, la stampa e dove la tradizione della carta, pur tra mille difficoltà, continua. Insieme ai tanti modi di produrre arte nella città della laguna, ovviamente. Mostra a Venezia dal titolo Alechinsky en Bataille, galleria d’arte Bordas, dal 25 maggio al 30 giugno, a pochi passi dal teatro della Fenice. Si tratta dell’artista Pierre Alechinsky, nato a Bruxelles nel 1927, lavora a Parigi e si trasferisce poi per vivere e lavorare tra Bougival e il sud della Francia. Tra i fondatori nel 1948, insieme a Karel Appel, Asger Jorn e Corneille del gruppo CO.BR.A. Nel 1951 si trasferisce a Parigi per studiare tecniche di stampa. Tre anni dopo, nel 1954, espone per la prima volta le sue opere a Parigi e inizia ad interessarsi alla calligrafia giapponese. La sua fama internazionale continuò durante tutti gli anni successivi. Attualmente Alechinsky vive a Bougival, in Francia, dove continua ancora a dipingere e a realizzare stampe e illustrazioni per libri.

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Ma chi era Bataille? François Honoré Bataille nasce a Parigi nel 1833, è litografo (una tecnica di stampa) che aveva la sua sede a Parigi al numero 10 di rue de Grand Chantrie, e poi in rue de Chabrol, 18-20. È un luogo quest’ultimo molto famoso per gli amanti della litografia frequentato attorno al 1950 da un tal Pierre Alechinsky. La stamperia Bataille è acquistata da Jules Mourlot nel 1914. Chi racconta questa storia è Hervé Bordas, bisnipote e proprietario della omonima galleria a Venezia. Dove sono esposte le opere inedite di Alechinky realizzate tutte su fogli stampati e lettere della stamperia Bataille degli anni 1860-1870. Gli anni della disfatta francese contro i Prussiani, dell’assedio di Parigi, della caduta di Napoleone III, della Comune.

Queste antiche carte arriveranno nel 1960 nelle mani di Hervé Bordas che anni dopo disegna e spedisce a Alechinsky un “autoritratto” dell’artista realizzato da lui stesso. Su una carta del 1867, vera premessa di questa mostra. E a Venezia nel 2009 si tiene la mostra Incisioni su carte antiche con opere di Alechinsky. Nel 2010 Bordas invia all’artista le carte Bataille che erano state conservate per cinque generazioni. E da lì nasce l’idea della mostra Alechinsky en Bataille. Da quando è giovane l’artista è attratto dai carteggi, li legge, ne utilizzate delle frasi, ne fissa i luoghi di emissione, i francobolli.

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Anche le fattura e le scadenze di pagamento non rispettate diventano nelle sue mani un percorso di disegni ed acquarelli, una storia personale che reinterpreta quelle vecchie carte, salvandole dall’oblio. E ogni foglio, ogni lettera, ogni appunto, sono la spinta a ridare una vita a quelle carte, a realizzare un universo di nuove immagini, mantengono traccia di quello che è stato. Scrive nel catalogo della mostra Bordas: “Teatro dell’immaginario, nel quale i personaggi che escono da dietro le quinte irrompono nei secoli passati. D’altra parte, il proprio dell’artista non è forse di estrarne i geni assopiti dalla profonda nerezza dell’inchiostro?”

Una mostra per chi ama la creatività, la fantasia, la carta, la stampa, l’immaginazione tra passato e futuro e passato. Chi sappia riflettere, vedere, pensare, inventare. E allora quelle vecchie pagine e parole, conservate per il futuro dell’arte da Alechinsky, faranno sognare perché “ci sono più mondi in cielo e in terra di quanto ne sognino i filosofi”, come diceva Shakespeare.

Alechinsky en Bataille, a cura di Hervé Bordas, Galleria Bordas, San Marco 1994/B, Venezia, sino al 30 giugno 2014.

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