Maria Teresa Carbone

Fuochi
Se pensiamo che gli scimpanzé trascorrono oltre sei ore al giorno masticando cibo crudo, il consumo di alimenti cotti ci ha fatto guadagnare almeno quattro ore in più di tempo da dedicare alle attività di sussistenza e di svago. (...) Oltre a offrire la possibilità di un cibo caldo, più saporito e più calorico, a consentire l'elaborazione delle pietanze e la loro trasformazione in innumerevoli modi, spianando così la strada alla cucina in senso stretto, il "fuoco di cucina" ha umanizzato e socializzato la preparazione e il consumo del pasto e trasformato l'impulso a sfamarsi nell'atto di gustare: un'esperienza conviviale e linguistica tipicamente umana.
Rosalba Cavalieri, E l'uomo inventò i sapori. Storia naturale del gusto, Il Mulino 2014, p. 76

Linee
È divertente notare come, quando si legge, ci si senta un po' in colpa a saltare le righe, ma questo è possibile solo perché reputiamo la linearità una condizione fondamentale della scrittura. Nessuno si sente in colpa saltellando da un testo a un altro di un sito web, perché la pagina web è sentita come un sistema non lineare, da navigare e non da leggere.
Riccardo Falcinelli, Critica portatile al visual design. Da Gutenberg ai social network, Einaudi pp, 151-153

Libri
Negli anni '90, quando si comprava un libro da Barnes & Noble, il cassiere lo infilava in un sacchetto di plastica che aveva il ritratto in bianco e nero di un autore – Mark Twain, Oscar Wilde, Edith Wharton. Di recente in una libreria di Manhattan ho notato un sacchetto di tela in vendita. In un semplice cuore rosso si stagliava nitida in lettere bianche la parola “books”. La storia delle due borse è la storia di decenni di cambiamento nell'industria editoriale. “Books”, “Libri”, ok, ma quali?
Christine Smallwood, Books in the Stacks, The New Yorker, 9 giugno 2014

Mercati
Sebbene agli occhi dei moderni l'abolizione della schiavitù sia qualcosa di naturale e giusto, africani, arabi ed europei che vivevano grazie a essa, ora dovevano dedicarsi a nuove attività commerciali. Questo significava trovare e aprire nuovi mercati, un' esigenza che diede impulso all'esplorazione dell'entroterra dell'Africa fino ad allora uno dei luoghi più sconosciuti del pianeta. All'improvviso il compito di penetrare l'Africa sahariana e sub sahariana divenne un'impresa ovvia e urgente. Fu in questa atmosfera che le maggiori spedizioni del diciannovesimo secolo attraverso il Sahara ebbero inizio.
Eamonn Gearon, Sahara paesaggio dell'immaginario, traduzione di Carmen Maringola, Odoya 2014, p. 120

Miti
Sabato 1 giugno due dodicenni di Waukesha, Wisconsin, hanno attirato un'amica nei boschi e l'hanno pugnalata diciannove volte in una sorta di tributo a Slender Man. La bambina ferita è in ospedale. Le ragazzine che l'hanno aggredita saranno processate come adulte. “Molta gente non crede che Slender Man sia vero”, avrebbe detto secondo il rapporto di polizia una delle due, “ma volevamo dimostrare agli scettici che hanno torto”. Tuttavia, come dimostrano dozzine di post sui forum, articoli di giornale e saggi accademici, non c'è niente da provare. Slender Man è un case study affascinante su come si creano e si codificano i miti su Internet.
Caitlin Dewey, The complete, terrifying history of ‘Slender Man,’ the Internet meme that compelled two 12-year-olds to stab their friend, Washington Post, 3 giugno 2014

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