Maria Teresa Carbone

Giornali

Non fu facile convincere gli abitanti dell'Europa del Seicento che l'acquisto di pubblicazioni informative avrebbe dovuto essere un impegno regolare. Non è complicato capire perché i giornali fecero tanta fatica a imporsi. Fu necessario che i consumatori imparassero a desiderare una dose regolare di notizie, e che acquisissero gli strumenti per rendersene conto. Ci volle tempo. La cerchia di coloro che erano consapevoli dell'esistenza di un mondo al di fuori della loro città o del loro villaggio aumentò lentamente. Per tutte queste ragioni passarono ben più di cento anni dalla fondazione del primo giornale prima che esso diventasse parte della vita quotidiana, e solo alla fine del diciottesimo secolo esso cominciò a giocare un ruolo centrale nella formazione dell'opinione pubblica.
Andrew Pettegree, The Invention of News: How the World Came to Know About Itself, Yale University Press 2014

Lettere

Forse la più sorprendente statistica della guerra, e non solo della battaglia di Verdun, è che oltre dieci miliardi di lettere vennero spedite dal e per il fronte. Come Paul Fussell ha notato molto tempo fa, la prima guerra mondiale fu una guerra letteraria, un conflitto in cui la letteratura dell'epistolario ricordava costantemente ai soldati perché stavano combattendo.
Robert Zaretsky, On les aura! (recensione di Verdun: The Longest Battle of the Great War di Paul Jankowski), Los Angeles Review of Books, 11 maggio 2014

Libri

Nel 1978, il 42 per cento degli americani affermava di avere letto 11 o più libri nell'anno precedente. Nel 2014, solo il 28 per cento lo dichiara, mentre il 23 per cento ammette fieramente di non averne letto neanche uno (era l'8 per cento nel 1978). (…) L'avanzata dell'ignoranza e dell'irrazionalismo negli Usa non è passato inosservato. Lo storico Richard Hofstadter della Columbia University vinse il Pulitzer nel 1964 con il suo libro Anti-Intellectualism in American Life, che descriveva la tendenza della nazione ad accogliere la stupidità come periodico effetto della sua spinta fondativa a democratizzare ogni cosa. Nel 2008, la giornalista Susan Jacoby avvertiva che l'ottusità —“una miscela virulenta di antirazionalismo e di basse aspettative”— era qualcosa più di uno stato permanente. Nel suo libro The Age of American Unreason ha argomentato che questo atteggiamento cala dall'alto, alimentato da politici pseudopopulisti desiderosi di apparire alla mano più che intelligenti.
Jonathon Gatehouse, America dumbs down, MacLean's, 15 maggio 2014

Televisione

Il personaggio televisivo che scrive (ma lo stesso vale per gli sportivi, i politici, i giornalisti, eccetera) funziona innanzitutto perché non lascia mai solo il libro che ha scritto – la sua semplice presenza mediatica regala all’opera una rete di relazioni e implicazioni e connessioni (quelle che il testo, di per sé, non possiede): il racconto non deve contare sui propri soli mezzi per sedurre chi legge, perché chi legge è già interessato in partenza a tutto ciò che circonda il racconto. Funziona, poi, perché quella identificazione che dovrebbe essere il risultato, nel migliore dei casi, del transfert romanzesco, nel caso dei libri televisivi preesiste al processo di lettura, e lega chi legge non al libro, o ai personaggi del libro, ma direttamente all’autore: cosa che costa a entrambi, lettore ed autore, assai meno fatica (fatica intellettuale ma anche psicologica), perché necessita di una elaborazione infinitamente minore. Funziona, infine, perché lo scrittore televisivo non intimidisce il lettore, non lo sovraccarica di doveri – l’autore è il primo a non prendersi sul serio, visto che esibisce il frutto di un secondo mestiere, e più spesso ancora di un semplice hobby. Chi scrive e chi legge possono provare insieme il piacere di sentirsi colti senza fare lo sforzo di doverlo essere.
Gianluigi Simonettii, Lo scrittore televisivo. Una narrativa di categoria, da Una vernice di fiction, di prossima pubblicazione per Duetredue, in formato cartaceo e ebook, Le parole e le cose, 12 maggio 2014

 

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi