Cetta Petrollo

Agli dei nell’antichità si offriva, per ingraziarseli, un piatto pieno di primizie di varia natura, in vario modo presentate. Gli dei, in tal modo, si sarebbero placati e avrebbero assecondato la buona sorte, personale e pubblica. Successivamente il giocoso sacrificio sarebbe stato messo in scena in rovesciamento di lingua e di umori, trasformando in scherzo il dramma e distruggendo, nel percorso rituale, ogni presenza e tentazione di autorità. Quali dei vuole dunque placare Rosaria con questa sua oramai ventennale offerta sacrificale che unisce e ci presenta ritmi e sottotracce ritmiche insieme prosastiche e poetiche, coniugando tutte le tradizioni letterarie più importanti – e da lei sentite come tali – della poesia novecentesca?

Parlare infatti di plurilinguismo, per la ricerca poetica della Lo Russo, rischia di essere e sarebbe banalmente riduttivo: tanto la significanza, scaturente dalle necessarie e necessitanti ragioni dello scrivere che si presentano pressantemente a ogni canto di questo Poema, segue strettamente e accompagna in pieno di vivanda da non consumare, ogni stratificazione del significante e sia ad esso costantemente mischiata.

Nel susseguirsi delle scritture che fanno parte di questo Poema pubblicato per Zona e che comprende testi del decennio 1990/2000 – dall’«abbuffata linguistica» di Comedia, così definita da Elio Pagliarani nella prefazione («io non so bene se ci troviamo di fronte ad un caso di bulimia o di anoressia […] Rosaria lo Russo chiamando in causa soprattutto il proprio corpo e le metamorfosi di quello») alla splendida Sonettessa che chiude la raccolta – i materiali presentati urgono, si affastellano ed eccitano l’attenzione del lettore.

Si va dal sensibile peso del linguaggio erotico («Come il presame fa nel latte / coagula colloso sperma in bocca») alle parole di cose per ambientazioni domestiche («anche tu / che ti movi di fretta agile donna-cubo, proverbi sta che purghi, con Unità / e famiglia cristiana sottobraccio, / – chiesa, cellula / onfalo rosso onfalo bianco / questa famiglia che si divora la pelle / – e parli come magni») alla rivisitazione degli archetipi femminili («Così un disagio iracundo mi provocò la cupa insonnia / e mi fece arricciare il nasino più volte stanotte») e dei padri nobili della poesia italiana («Sempre caro mi fu stare qui chiusa / e questo speco ch’è camera oscura […] ove io mi fingo un fallo fra le cosce») anche contemporanei, come nel secondo e terzo tempo degli Angoli della bocca dove la sintassi della scrittura rimanda al frantumato finale della Ballata di Rudi di Pagliarani.

Pietanza carica di cibo di madre in casa di madre, come si può anche vedere nella Bamboccia povera di spirito o in Triduo pasquale. Pietanza che contiene il proprio sentiero fuori e dentro al corpo, dalle iniziali immagini sanfredianine al tormentato cibo interiore dell’Incantesimo di Rosaspina («tacesser per sempre giulive mie oche di muse canore; / mi tento a comporre natura morta con cocomero e more») o nell’umorale, denso viaggio di Penelope («Da vent’anni ostinata difendo dalla muffa morte / le mie parti molli venti vani in ombra e solo protesi di gommapiuma color carne / faccia flaccida e pallida come una veccia protendo ai pretendenti»).

Tutto ciò viene offerto in sacrificio nella costellazione «patriarchista» dove un nuovo linguaggio di donna fatica a riconoscersi e a ricrearsi. A meno, appunto, di non offrirsi in rovesciamento della tradizione e in ambizione di suo superamento. Con questo Poema della Lo Russo abbiamo iniziato e digerire tutte le parole dei padri e non vogliamo, per così dire, mangiarne più. Possiamo nuovamente partorirci da sole e offrire quello che si è formato, in sofferenza di noi, nel gesto audace di rinominare il mondo e la sua sintassi come in una nuova genesi. Si placheranno gli dei? Ci permetteranno di cambiare il corso della storia? La parola poetica può fare anche questo e la scommessa grande di Rosaria Lo Russo col suo Poema va, sicuramente, in questa direzione.

Rosaria Lo Russo
Poema 1990-2000
Editrice Zona (2014), pp. 242
€ 20.00

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