Alfonso Guida

C’è una breve macchia intorno alla testa –
breve come uno spavento. Stellata
ghirlanda di spine calve, il tuo minimo
soffio, le perdizioni anchilosate.
S’ingrigisce una frazione di pelle,
gli elettrodi restano stretti ai muscoli –
distillano ovatta e vino su ogni mia
ferita. L’ostrica imperlata: paura.
Come dire: ho paura del sole. Ho paura
di ogni luce. Non rendiamo spiegabile
la morte. Il mento screpolato, la linea
di una cicatrice tra collo e petto.
Leggendaria scoperta – quaggiù nella
palude combattiamo le battaglie
di neve. Sonno: ordire l’imboscata,
mi sguinzagliano dietro i cani, il tempo
di lasciar morire il suicidio, niente
defezione – un castello d’acqua e legno
dove si espande l’argano che frusta
la nebbia. È il perdono. È il mio paese morto.

Alfonso Guida
A ogni passo del sempre
«i domani» Aragno (2013),pp. 113
€ 8,00

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