Valerio De Simone

La vera gola profonda (Jerry Gerard, 1972) è stato – afferma Camille Paglia nel documentario Inside Gola Profonda (Fenton Bailey, Randy Barbato, 2005) - un momento epocale nella storia della sessualità moderna. Era la prima volta che donne rispettabili del ceto medio entravano in un cinema porno. Ha infranto il tradizionale concetto di pudore”. La scrittrice Erica Jong nello stesso documentario sostiene che “c'erano proiezioni nell'appartamento di qualche psicanalista. Tutti guardavano e fumavano erba”.

Il documentario in questione analizzava l'impatto che La vera gola profonda ebbe sia sul pubblico americano, incrementando la rivoluzione sessuale, sia sulle vite del regista e degli attori che vi presero parte, ponendo particolare attenzione a Linda Boreman (1949-2002), meglio nota come Linda Lovelace. È lei, interpretata da Amanda Seyfried, la protagonista assoluta del film diretto da Rob Epstein e da Jeffrey Friedman. La narrazione si apre con la giovane Boreman che vive con la sua famiglia cattolica e autoritaria dove la madre bigotta (Sharon Stone) la educa al pudore e alla riverenza nei confronti degli uomini. Quando Linda incontrerà lo scapestrato Chuck (Peter Sarsgaard), otterrà l'emancipazione dal nucleo familiare. L'uomo, infatti, la porterà all'altare e successivamente, quando iniziano i problemi economici, la spronerà affinché inizi una carriera nell'industria pornografica assumendo l'identità di Linda Lovelace.

Lovelace risulta interessante sotto molti aspetti. Il primo tra tutti consiste nella capacità di riuscire a configurare l'evoluzione culturale dei costumi americani. La prima parte del film, in cui la protagonista vive a casa con i suoi genitori, ci mostra come l'America fosse ancora puritana e terrorizzata dal sesso. Quando Linda inizia la sua relazione con Chuck noteremo come la rivoluzione sessuale, e tutti i suoi ideali libertari, stiano cercando di trasformare la cultura americana. Emblematiche di ciò possono essere la sequenza amatoriale realizzata dai due fidanzati sulla spiaggia e il party in cui vengono proiettati film pornografici che rimanda alla mente gli esperimenti sessuali che compiva il personaggio di Katherine Dunn in In cerca di Mr. Goodbar (Richard Brooks, 1977).

Ma presto l'utopia si trasformerà in una distopia. Infatti ciò che significava rottura con una precedente concezione della vita, diviene nient'altro che un cinico processo di capitalizzazione del corpo femminile gestito da un' oligarchia maschile. Basti pensare ad una delle prime proiezioni private di Gola profonda in cui il fondatore di Playboy Hugh Hefner spinge la giovane star a mostrargli il suo “dono” artistico oppure quando Chuck organizza uno stupro ai danni della propria moglie per ridurre i suoi debiti economici.

Ulteriore elemento interessante del film è la disposizione temporale delle azioni. Inizialmente il film segue una linearità cronologica. Dopo i primi venti minuti assistiamo ad un salto temporale di sei mesi coincidenti con l'ingresso della carriera nel mondo a luci rosse di Linda. Verso la metà della pellicola assistiamo a un secondo salto temporale di sei anni. Linda si sta sottoponendo al test della macchina della verità, voluto dalla casa editrice per accertarsi che le sue memorie (Ordeal, Citadel Press, 1980, tradotte in italiano da Castelvecchi nel 2012 con il titolo di Gola profonda. Una storia vera) non siano false.

Infatti rivedremo alcune sequenze apparse nella prima parte del film, ma questa volta ancorate al punto di vista di Linda. Così viene mostrato il vero volto di Chuck: spregevole, violento e manipolatore, ma viene anche mostrata l'impossibilità, da parte della madre di Linda, di sostenere la figlia affinché lasci il marito dopo aver raccontato gli abusi subiti. Nell'opera assistiamo ad un' assenza importante, notata dalla femminista Naomi Wolf nell'articolo Lovelace: a feminist-free “feminist”critique of the pornography industry (Guardian, 26 Gennaio, 2013), ossia l'adesione della Boreman al movimento “Women against pornography” fondato da Andrea Dworkin e sostenuto da femministe come Catherine MacKinnon, Susan Brownmiller e Gloria Steinem.

Infatti nel film doveva essere presente una sequenza finale in cui veniva “ri-messa” in scena un'intervista televisiva dei primi anni Ottanta in cui Linda Boreman, divenuta Marchiano, era affiancata e sostenuta da Gloria Steinem, interpretata per l'occasione da Sarah Jessica Parker. Questa sequenza nel montaggio è stata tagliata (probabilmente sarà presente nel materiale extra del dvd) e comporta una profonda trasformazione della storia. Infatti questa elisione fa pensare erroneamente che la battaglia contro la pornografia sia stata intrapresa esclusivamente dalla donna e non da una grande parte del movimento femminista americano.

*Leggi anche lo speciale Leggere Oggi pubblicato in occasione del Salone del libro di Torino

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