Maria Teresa Carbone

Fantasia

Dobbiamo abbandonare l'idea, alimentata ad arte dai mass media, di vivere in un'epoca senza precedenti, con le nostre guerre, i nostri debiti, le nostre rivoluzioni, i nostri bambini scomparsi, le nostre feste dopo una première, le nostre quotazioni in borsa e i nostri droni canaglia. Di tanto in tanto dobbiamo compiere lo sforzo di fantasia necessario a levitare nello spazio, molti chilometri sopra la crosta terrestre, verso un luogo in cui una specifica conferenza e una particolare epidemia, l'ultimo modello di smartphone e un incendio di proporzioni spaventose perdano un po' della loro capacità di influenzarci e in cui perfino i problemi più insolubili sembrino dissolversi dinanzi agli eoni di tempo di cui sono testimoni le altre galassie.

Alain de Botton, News. Le notizie: istruzioni per l'uso, traduzione di Ada Arduini, Guanda 2014

Orsi

Se si confronta l'orso post-sovietico con quello sovietico, l'unica cosa in comune è il ruggito imperiale. L'orso post-sovietico, comunque, pullula di corrotti parassiti che lo hanno infettato negli anni '90 e si sono moltiplicati in modo esponenziale nell'ultimo decennio. Questi parassiti consumano la bestia dall'interno. Qualcuno potrebbe confondere il loro movimento febbrile sotto la pelle dell'orso per l'operato di muscoli potenti. Ma si tratta di un'illusione: non ci sono muscoli, i denti sono consumati, il cervello è attaccato dal fuoco casuale di contraddittori impulsi neurologici: “Arricchisciti!”, “Modernizzati!”, “Ruba!”, “Prega!”, “Innalza la Grande Madre Russia!”, “Resuscita l'Urss!”, “Non fidarti dell'Occidente!”, “Investi in immobili in Occidente!”, “Tieni i tuoi risparmi in dollari e in euro!”, “Vacanze a Courchevel!”, “Sii patriottico!”, “Cerca e distruggi i nemici interni!”.

Vladimir Sorokin, Let the Past Collapse on Time!, “The New York Review of Books”, Vol. LXI, N. 8, 8 maggio 2014

Scrittori

In un dibattito sull'origine della scrittura durante un convegno sulle migrazioni l'estate scorsa, i membri del pubblico hanno avanzato diverse ipotesi: le tavolette cuneiformi babilonesi? gli ossicini degli oracoli cinesi? Abdelfattah Kilito era tra i partecipanti all'incontro, aveva tenuto una conferenza sulla sapienza dei sogni nelle Mille e una notte. A bassa voce ha detto: “Gli animali sono stati i primi scrittori”. Dalla sala affollata si sono alzati mormorii di incredulità. Gli animali, scrittori? Kilito ha mimato un esploratore, un cacciatore che esamina le impronte sul terreno, un augure che perlustra il cielo con gli occhi. Abbiamo seguito il suo sguardo e abbiamo visto uno stormo di oche, un rapido punteggiare di rondini. “Sono gli animali che ci hanno insegnato a leggere”, ha detto. Sorrideva, naturalmente.

Marina Warner, recensione di Je parle toutes les langues, mais en arabe di Abdelfattah Kilito (Actes Sud 2014), “London Review of Books”, Vol. 36, n. 8, 17 aprile 2014

Tappeti

Éric Rohmer è stato uno dei miei docenti all'università. Invece di fare lezione sulla teoria del cinema, come ci aspettavamo, parlava solo di soldi. Ci diceva: se per una scena avete bisogno di un tappeto a poco prezzo, andate da Saint Maclou, il grande magazzino discount fuori Parigi, dove lui aveva comprato il tappeto per il suo film Les Nuits de la Pleine Lune. Era affascinante sentire Rohmer, che ha scritto con Claude Chabrol un libro fondamentale su Hitchcock, discutere di una cosa concreta come il prezzo di un tappeto.

Il regista François Ozon in conversazione con la cineasta Liza Béar, “Bomb”, 23 aprile 2014

Tartine

Buongustai si nasce. Il vero gourmet è colui che si delizia di una tartina col burro come di un gambero arrostito, se il burro è delicato e il pane ben impastato.

Colette, Mi piace essere golosa, traduzione di Angelo Molica Franco, Voland 2014

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5 Risposte a Semaforo

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