Augusto Illuminati

Quando ho visto l’emblema della prima giornata – la copertina del 1925 de La Révolution surréaliste che inseriva un archivio dei sogni nel programma di una generale sovversione politica e delle forme di vita – e poi nella fila di attori professionali e non, membri dell’Istituto Svizzero di Roma e bambini che leggevano a turno sogni tratti dalla letteratura o dai diari di scrittori famosi ho riconosciuto ragazze dei movimenti studenteschi che negli anni scorsi avevano portato alla testa dei cortei i book bloc, scudi di cartone con il titolo di un libro. Ecco è svanito il confine fra coscienza e inconscio, ed entrambi mi sono sembrati veridici nel suggerire nuove forme di contestazione e di recupero della socialità. Una conferma del progetto di cui ora ricordiamo le linee guida.

Il workshop Touch of Joy. Esercizi di immaginazione si inserisce all’interno del nuovo spazio di ricerca "Studio Roma. Programma transdisciplinare sul Contemporaneo" promosso dall’Istituto Svizzero, articolandosi in diversi momenti di approfondimento, ricerche sul campo, letture e conferenze che si svolgono a Villa Maraini, in un cinema, un teatro, un'università e differenti luoghi della città di Roma e Sabaudia.

In due settimane di intensa attività i metodi e le tecniche dell’immaginazione guidano i partecipanti in un percorso che affronta, tra i molti temi, le forme estetiche del quotidiano e il Social Dreaming, le pratiche urbane e le fantasie del colonialismo italiano, la storiografia e la fiction, la memoria e il fare storia, la narrazione collettiva e le biografie individuali, la dimensione onirica variamente filtrata nei protocolli e il daydream, il sogno a occhi aperti, le fantasie dell’insonnia.

Nella varietà dei luoghi, dei temi e delle attività del laboratorio sono coinvolti storici, artisti, psicologi, studiosi delle scienze umane, attivisti politici e il più ampio pubblico non specialista di Studio Roma. Al laboratorio partecipano: Angelo Del Boca, Elena Esposito, Mia Fuller, Karen Pinkus, Jean-François Chevrier, Billy Ehn, Tonino De Bernardi, Gianluca e Massimiliano De Serio, Marco Avena, Eleonora Planera.

Il 1 aprile si è aperto con le suddette letture di sogni (spettacolari quegli inediti di Adorno), precedute da una spiegazione di Peter Friedl e seguito, dopo una recita “professionale“ (Francesca Mazza) di Immaginazione Morta Immaginate di Samuel Beckett), da due film solo apparentemente diversi, un’intensa riflessione beckettiana su notte e sogni (Nacht und Träume, accompagnato da sporadiche battute del lied schubertiano) e un’altrettanto memorabile (e più gioiosa) invenzione di Buster Keaton sul tema, toccato forse per la prima volta, dell’irruzione del personaggio, anzi del proiezionista, nel film, sconvolgendone la trama: un sognare a occhi aperti che spariglia il sogno convenzionale nel melodramma (Sherlock Jr., 1924). Un giovane irresistibile, impassibile Keaton di cui già presagiamo l’epifania terminale in Film di Beckett.

Nel ricco programma che prosegue fino al 12 aprile con film, raccolta di sogni, dibattiti e un’escursione (mercoledì 9 aprile) alla fantasmagorica Sabaudia, spicca (oggi, sabato 5 alle 17) una conversazione con Angelo del Boca. La giornata, intitolata “La storia infinita”, è una giornata dedicata alla narrazione e alla scrittura della storia, ai suoi metodi, alle sue metodologie, limiti e doveri. Il mestiere dello storico è il tema della conversazione tra l’artista Peter Friedl e Angelo Del Boca, narratore, giornalista e grande storico del colonialismo italiano.

Abbiamo già visto il rapporto sogno-edifici onirici nel surrealismo (Le paysan de Paris di Aragon e poi gli scritti di W. Benjamin). Il colonialismo lo riproduce in forma perversa, quello italiano è addirittura un “doppio sogno”: il primo è l’orientalismo dei manifesti, delle cartoline, delle canzoni, di una certa edilizia minore “moresca”, il secondo è il progetto architettonico razionalista, che si sviluppa in colonia libero dagli ostacoli posti in madrepatria dal classicismo retorico e monumentale.

Lo stato di abbandono delle abitazioni singole e dei villaggi colonici nel Djebel cirenaico – teatro delle più feroci stragi di Graziani e dello sfortunato lavoro pionieristico dei contadini meridionali – fa di questi scenari la messa in scena della pittura metafisica e dell’impossibilità della conquista. Un daydream tinto di sangue e abbagliante sotto il sole.

Programma di Touch of Joy. Esercizi di immaginazione

Il sito Daydream Factory a cui inviare i vostri sogni a occhi aperti

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8 Risposte a Esercizi di immaginazione

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