Paolo Gentiluomo

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e magari fosse stato quel giorno davvero
che insieme e altrove le lingue si fusero
di Karl Popper e Moana Pozzi e m’alleo con loro
che in orofaringeo consenso così ben defunsero
prendendo sul serio misure di mondo bara e bocca
magari quel giorno la mia lingua barocca fosse cessata
arsa o lessa pur cremata in defunzione a chi tocca tocca
invece pur persistendo in punta fragranza di memoria
la ritoccata conoscenza m’è rimasta incastrata al palo
ingolfata subissata stracolmata prostrata scarnata
da formicolanti informazioni conformi e deformi
come se non avesse saputo nulla se non negando sempre
e non sapesse nulla di poi se non l’informasse lo stesso poi
che è il dopo di sempre e allora mi sembra di aver dato aria
alla stanza viziata attraverso un buco di serratura mi sembra
che potenza di corpo e bocca e mani mi sia andata per traverso
–grazie Karl, grazie Moana per averci provato

dal poemetto Il mio cuore è il tuo porcile in L’onnivoro digiuno (oèdipus, 2014)

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