Mario Gamba

Anni cruciali in una città cruciale. E le vicende intrecciate degli autonomi in quella città. I ‘70 a Bologna. Verso il ’77, il culmine, l’affollarsi delle esperienze di vita rivoluzionaria. La storiografia sul periodo non è tanto lacunosa quanto segnata dall’ideologia totalitaria dell’oggi italiano: neoliberismo alla base, protervia d’ordine nello scorrere delle documentazioni, specie quelle divulgative. Fiction televisive improntate all’orrore per l’insorgenza radicale diffusa dell’epoca (con le sue punte insurrezionali).

Descrizione farsesca dei comportamenti e dei linguaggi. Clamorose omissioni sulla durezza sadica delle punizioni inflitte agli insorti dagli organi dello Stato. Soprattutto, assenza in un quadro organico delle voci che raccontano come comincia l’avventura e come diventa scontro acceso e invenzione di situazioni alternative nella quotidianità. Niente di più utile, quindi, per cercare di mettere la materia nel posto giusto, di uno spicchio di quella storia raccontato dai protagonisti stessi, corpi e anime di quella che è stata chiamata l’Orda d’Oro.

Il film Rivolta realizzato da Maurizio Gibo Gibertini con la sua Officina Multimediale è appunto questo spicchio di storia narrata. Parlano otto persone che negli anni ’70 facevano parte di Autonomia Operaia e agivano nel capoluogo emiliano. È il tempo in cui viene aggiunta la parola Organizzata al nome del gruppo. Questo succede a livello nazionale. C’è una curiosa contraddizione tra il massimo di movimentismo del periodo, in particolare del ’77, ben vissuto e interpretato proprio dai militanti di AutOp, e un riferimento organizzativo forte conferito al proprio itinerario politico. E a Bologna, capitale dei «creativi» nel movimento rivoluzionario dell’epoca, la contraddizione può sembrare particolarmente acuta. Solo a posteriori sembra difficile da armonizzare, quando si forma una domanda nel ricordo e nelle riflessioni di coloro che quella battaglia l’hanno fatta e oggi ne espongono i tratti in chiave personale.

Mimmo Rotella - Attacco - 1979 - Collezione Fondazione Mimmo Rotella, Milano

Mimmo Rotella, Attacco (1979) - Collezione Fondazione Mimmo Rotella, Milano

Nel suo momento, il ’77 bolognese, questa convivenza di opposti, o almeno diversi (Roberto Sassi: «Radio Alice fungeva da organizzatore collettivo, strano l’abbinamento di movimentismo e leninismo!») non viene avvertita come artificiosa. Casomai come l’oscillazione (in un passaggio fluido e continuo) tra spontaneità informale e desiderio di un’efficacia nella «pratica dell’obiettivo», oltre al desiderio di anticipare concretamente forme di vita che appaiono ulteriori rispetto all’ordine del discorso capitalistico. Una contraddizione vitale. Gli «storici veri» di Rivolta non sono né pentiti né rifluiti: sono oggi vispi attivisti all’incirca sessantenni in un campo di ripresa del pensiero critico. Il regista li inquadra, uno alla volta, seduti su uno stesso divano bianco in un interno di soggiorno-studio. Parlano tutti con un tono di passione pacata. Esibiscono accenti diversi, s’intende, curve melodiche diverse dell’eloquio. Ma la vivezza distesa li accomuna mentre ripercorrono ragionando la loro vicenda di antagonisti sociali.

Primi piani e campi medi si alternano, i personaggi del film cambiano di poco la loro posizione nel quadro, al massimo da un capo all’altro del divano. Ma l’aggancio degli spezzoni delle loro storie è sapiente, è attento alla successione dei temi e dei toni, alla «musicalità» degli interventi. Così il tutto risulta languidamente mosso, pensosamente vivace. Non c’è epica nel lavoro di Gibertini. I suoi personaggi non sono eroi né reduci. Scoprono l’irruzione della memoria come attivazione del presente. Scoprono l’attualità preziosa delle loro esperienze. O la preziosa «inattualità», se vogliamo dirla con Agamben (Che cos’è il contemporaneo) per via della discordanza di quelle esperienze con lo stato delle cose, di allora e di oggi.

Si sa che in tipi di prodotti come questo film il culto della memoria può giocare brutti scherzi. La smemoratezza, l’oblio («Occorrono poeti del dimenticare» scriveva Franco Berardi “Bifo” in Caleidoscopio della paura, DeriveApprodi, n. 20, 2001) può rivelarsi più stimolante per chi punta a una nuova instabilità antagonista del quadro politico-sociale. Meglio agire-per-sovvertire, rinnovando i propri strumenti interpretativi, che ricordare. Ma è proprio qui che il lavoro di Gibertini vince la sfida. Di racconto in racconto, di frammento in frammento, emerge la sintonia con un oggi possibile di aggregazione di nuovi soggetti insorgenti.

Maurizio Sicuro: «A un certo punto cambiano i comportamenti. E il movimento si espande, i non garantiti sono protagonisti». Valerio Guizzardi: «L’autonomo diventa egli stesso la rivoluzione qui e ora». Patrizia Gubellini: «Il personale è politico, ecco un tema centrale. Noi cerchiamo di modificare subito la nostra vita». Gli altri «attori» sono Alessandro Bernardi, Lucia Costa, Giorgio Lavagna (fondatore del gruppo punk Gaznevada), Nico Maccentelli. Un respiro lungo del film. Un procedere monodico che cattura lo spettatore/ascoltatore come una serie di Madrigali di Monteverdi legati uno all’altro.

Rivolta di Maurizio Gibo Gibertini verrà presentato oggi 28 marzo 2014 alle ore 18.00 nel corso della mostra BHAP (beat, hippie, autonomi, punk) al Lucernario Occupato della Sapienza - Viale delle Scienze, Roma.

 

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31 Risposte a Rivolta

  1. jacopo galimberti ha detto:

    dove Rivolta se non si era a Roma ieri? Sara’ venduto in dvd?

  2. alberto ha detto:

    Credo che quegli anni siano stati eccezionali per come abbiamo cercato di opporre una difesa al dispositivo del potere tardo capitalista, ma penso che alla fine abbiamo tragicamente perduto.
    Il capitale post fordista, molecolare e globalizzato, uscendo dai limiti degli Stati nazionali, ha vinto, almeno per ora.
    Ora ci godiamo il precariato, l’attacco al welfare, almeno mettiamo in sicurezza, cibo, energia e sanità. Anche l’Italia, secondo me, è avviata sulla strada della Grecia. Con la differenza che ci vorrà più tempo e c’è più da spolpare.

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