Maria Teresa Carbone

Con le sue duecentomila visualizzazioni in poco più di una settimana La grande bellezza: il video che ha fatto infuriare Sorrentino, può fregiarsi della definizione di video virale. Probabilmente “la nafta”, che lo ha caricato su YouTube il 25 febbraio, con uno strategico anticipo sulla consegna degli Oscar, non si aspettava questo successo (“per definizione, il connotato di viralità del video è inaspettato e, spesso, accidentale”, così Wikipedia alla voce Video virale), ma ha mischiato gli ingredienti giusti, provocando un corto circuito fra il film del momento e la (apparente) dissacrazione di un classico del cinema in una notissima scena della saga di Fantozzi.

Il meccanismo è semplice: La grande bellezza è una cagata pazzesca proclama l'outsider sfigato Fantozzi, così come lo aveva annunciato a proposito della Corazzata Kotemkin (attenzione, non Potemkin, ndr) nella pellicola di Luciano Salce del 1976. E l'esito è lo stesso: ai “92 minuti di applausi” vantati dalla creatura di Villaggio allora, corrispondono i 200.000 clic “reali” di oggi.

In realtà il parallelismo non regge: La grande bellezza non è La corazzata Kotemkin (tanto meno Potemkin) neanche agli occhi dei suoi sostenitori più accaniti, le lodi sperticate alla vigilia e all'indomani dell'Oscar hanno poco a che fare con il plumbeo dibattito da cineforum, sfottuto a suo tempo anche da Nanni Moretti.

Ma questo conta poco: il successo di un video, la sua “viralità”, si costruiscono – come nelle barzellette o nelle leggende metropolitane – sulla capacità di collegare fra loro sinteticamente temi di cui tutti parlano e sentimenti profondi (per esempio, qui, il gusto di sbeffeggiare un vincitore, il sollievo di gridare che il re è nudo). E il titolo – che, come ci ha insegnato Upworthy, conta molto se non tutto – gioca a favore, perché inserisce un elemento in più: la rabbia di Sorrentino. Vera o presunta, non ha importanza.

Ps: a proposito di leggende metropolitane, la fortuna della scena del cineforum nel Secondo tragico Fantozzi ha indotto molti a pensare che La corazzata Potemkin sia un film lunghissimo e noiosissimo. Cogliamo qui l'occasione per precisare che il film di Ejzenstein dura poco più di un'ora e cattura lo spettatore come ben pochi tra i film d'oggi. Provare per credere.

 

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5 Risposte a La grande bellezza al vaglio di Fantozzi

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