di Fernanda Woodman

SOPHIE MARCEAU

era il tram numero uno che stanotte
partiva per Atlantide distribuendo ai passeggeri
fette di pane nero spalmato di Marmite?

a Milano lo aspettavamo alla fermata
stretti in montgomery blu dagli alamari slabbrati.

ed era autunno, come sempre.
le foglie cadevano.

credendole patatine cadute da un sacchetto
ne raccolsi una manciata dal marciapiede.

sognavo di essere la nebbia
di venire attraversata dal traffico delle sei e trenta

in Piazzale Loreto:

Sophie Marceau era su tutti i cartelloni
e l’orologio segnava l’Era dell’Acquario

AUTUNNALE

me ne vado.

prendo il notturno Ventimiglia – Nice.

e su questi vagoni di serie B
confido di incontrare una ragazza complicata
per una partita a scala quaranta e un melograno
come nella scena scartata
di un qualsiasi film del primo Bertolucci.

tutto questo è autunnale
mi dirà mentre beviamo tè nero da un thermos.

e degli spettri di mille bugiardi
non ci sarà più traccia.

ROMA

si aspettavano al cimitero dei treni
in giovedì capaci di durare tutto ottobre

ma erano appuntamenti sbagliati:

vicino ai vagoni c’era solo un cane giallo
o un sacchetto vuoto che volava
due cinesi gambe di ragno e zeppe

e questo è quello che ha da offrirmi l’universo

la nuvola dirigibile debellava il sole
che scompariva dietro la scritta goodyear

rimaneva la pompa di benzina
l’insegna e la conchiglia

il kebab girava per l’eternità

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10 Risposte a POESIE

  1. Mariella ha detto:

    Fernanda woodman mi arriva tutta. Soprattutto nella pancia. La sua poesia si tocca. E’ scritta con un pennarello indelebile.

  2. Massimiliano Damaggio ha detto:

    Molto belle.

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