Giorgio Mascitelli

Non so se sia vero, come afferma qualche dissidente, che i 5 Stelle nella loro comunicazione seguono i dettami del programmazione neurolinguistica o di qualche altra tecnica di marketing, ma mi sembra indubbio che tengono presente, magari inconsapevolmente, la vecchia regola delle nonne per parlare con gli stranieri: parla la tua lingua a voce più alta.

È infatti del tutto evidente che l’intensità del loro linguaggio cresce tanto più quanto più emerge la mancanza di una linea politica. Infondo e un’ordinaria saggezza da reality show: se il clima langue nella casa o nell’isola, nulla di meglio di una bella litigata, magari con una spruzzatina di volgarità, e l’audience torna a crescere. Prendiamo ad esempio gli attacchi a Laura Boldrini. Un movimento dotato di una linea politica avrebbe rivendicato ciò che è vero, ossia che senza la sua presenza in parlamento sarebbe stata impossibile l’elezione di una figura dalla storia così limpida a un’alta carica dello Stato, e avrebbe poi cercato di incalzarla specialmente sui temi affini alle due sensibilità politica.

Invece in assenza di politica l’unica cosa che risulta fattibile è portare avanti una sorta di mobbing permanente nei confronti di una persona che per i suoi comportamenti è sentita come concorrenziale per il target elettorale di riferimento dei 5 Stelle. Prove ne siano il fatto che i primi attacchi e, credo, richieste di dimissioni sono già giunte il giorno successivo alla sua elezione proseguendo con cadenze e motivazioni alternate fino a oggi e che il decreto per il quale la presidente della camera è nell’occhio del ciclone è stato discusso al senato senza azioni particolarmente eclatanti da parte del gruppo parlamentare 5 Stelle. L’assenza di una linea politica naturalmente rende impossibile l’elaborazione di un’opposizione radicale e perciò non resta che fornirne il simulacro specialmente a livello verbale.

Si può leggere in questa prospettiva l’episodio degli insulti a sfondo sessuale alle deputate del PD. Naturalmente la matrice del fatto è quello del maschilismo da bar perfettamente complementare a quello delle battute su Rosy Bindi fatte in passato dagli esponenti del Centrodestra, ma il pompino ha qui la funzione di evocare un pathos da bar dell’indignazione contro il potere al passo con i tempi (così nei film contemporanei l’attore per rappresentare la propria indignazione dirà “fottuto” o addirittura “cazzo” anziché “maledizione” come negli anni cinquanta). La volgarità è il surrogato verbale di un’alterità politica che non può esistere perché non c’è linea politica.

Caso analogo è quello degli attacchi a Corrado Augias. Il giornalista esprime le sue critiche indubbiamente dirette, ma argomentate all’operato dei 5Stelle e subito viene additato come nemico del movimento. L’ostilità personale di cui è fatto oggetto e soprattutto il torrente di livore e insulti indirizzati a lui sono ancora una volta dei succedanei di un’assente critica politica al sistema mediatico e al discorso avversario.

Il modo in cui i 5 Stelle si rapportano agli avversari sembra vagamente ispirato a quei consigli che si trovano nei manuali scritti per coloro che si sentono insicuri, ma vogliono fare carriera: non c’è niente di meglio per rafforzare la propria autostima che spianare qualche rivale. Ma non è detto che riesca sempre: Macbeth per esempio, nonostante l’intensa attività di counseling di Lady Macbeth, resta sempre un insicuro che crede alle baggianate che gli dicono le streghe anziché analizzare con realismo la situazione.

Beppe Grillo in un post apparso quest’estate contro il politicamente corretto, che a mio parere è un documento molto importante di strategia comunicativa per il movimento 5 Stelle intero, a un certo punto confonde il disprezzo per l’ipocrisia del politicamente corretto con la sanità morale dell’insulto a ruota libera. In altri termini Grillo confonde il fatto che ciò che è ipocrita nel politicamente corretto sia l’uso di certe parole cortesi e concetti umanitari invece di altri rudi ma onesti, ma non è così: l’ipocrisia del politicamente corretto è che alla correttezza verbale fanno seguito altri tipi di pratiche.

L’ultima grande manifestazione dell’ipocrisia del politicamente corretto è stata l’indignazione delle autorità europee per il bestiale lavaggio degli immigrati a Lampedusa: da un lato protestavano per il trattamento inumano, dall’altro istituivano cose tipo frontex ed eurosur che renderanno ancora più possibili scene del genere in futuro. Invece per Beppe Grillo l’ipocrisia del politicamente corretto consiste nel chiamare rifugiati al sole i clandestini e qui dovrebbe fare attenzione perché a sua volta clandestino è una parola usata per nasconderne altre e dunque ha una sua natura ipocrita. Come del resto l’hanno l’insulto e l’aggressività verbale quando sostituiscono un discorso politico che non c’è.

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16 Risposte a Reality o politica

  1. valerio taretto ha detto:

    caro Mascitelli.
    mi permetta di riprendere dalla sua lettera alcune frasi:
    -linea politica che non c’è
    -discorso politico che non c’è
    -assenza di politica
    -assenza di linea politica
    -assente critica politica
    E’ chiaro , quindi , quello su cui lei intende porre l’accento.
    Parimenti ,qualche anno fa ,anch’io porsi l’accento su alcune mancanze o assenze (come le chiama lei) che concretizzai in una lettera trasmessa a molti organi di informazione prossimi al “PD” ; nonchè alla sede nazionale e regionale del partito non ottenendo mai alcuna risposta..La stessa lettera la trasmetto anche a chi come lei è esperto di assenze :chissà che non riesca trovare qualche risposta smarrita..cordiali saluti (segue lettera …CONFESSIONE AL PD

    DOPO 38 ANNI DI SILENZIOSA ADESIONE NON VOTERO’MAI PIU’ PARTITI DI SINISTRA CHE ,CON QUALSIASI COLORE DELLA CASACCA,CON QUALSIASI SIMBOLO,CON QUALSIASI COALIZIONE SI PRESENTINO A PROSSIME,FUTURE ELEZIONI.

    LA MIA DECISIONE E’ FORTEMENTE MOTIVATA.

    MOTIVAZIONI :

    -NON AVER FATTO LA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI (CONSEGUENZE INENARRABILI)

    – AVER CERCATO E INFRUTTUOSAMENTE SPERIMENTATO ALLEANZE CON FORMAZIONI TRADIZIONALMENTE COLLOCATE SU POSIZIONI CONFLITTUALI CON LA SINISTRA ITALIANA DAL PUNTO DI VISTA ETICO E SOCIALE INVECE DI COSTRUIRE O CONSOLIDARE POSIZIONI PROPRIE.

    – NON AVER SAPUTO O VOLUTO CREARE UN POLO DI SINISTRA COMPATTO E CREDIBILE IN GRADO DI FAR SENTIRE IL PROPRIO PESO IN PARTICOLARE SUI PROBLEMI DEL LAVORO E DELL’EQUITA’ SOCIALE ( OBSOLETO ARMAMENTARIO DI SINISTRA..VERO??? ).

    -AVER TENUTO UN RAPPORTO AMBIGUO E TENTENNANTE CON LE FORZE SINDACALI CHE HA PROVOCATO L’AUMENTO DELLA SFIDUCIA NELLA POSSIBILITA’ DI DIFESA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI.

    – NON AVER ESPRESSO POLITICHE NAZIONALI E COMUNITARIE VOLTE A CONTROLLARE LA PREPOTENTE SOPRAFFAZIONE DEL POTERE ECONOMICO E FINANZIARIO SU QUELLO POLITICO.

    – NON AVER DATO CORSO AD UN PROCESSO DI RINNOVAMENTO DELLA CLASSE POLITICA (AL NEFASTO SCOPO DI PROTEGGERE VECCHIE E/O STERILI NOMENKLATURE.)

    – NON AVER SAPUTO MODIFICARE IL PROPRIO LINGUAGGIO,IL PROPRIO MODO
    DI PROPORSI AI CITTADINI, CONCEDENDO SPAZI ABISSALI DI POTERE ( E DI CHE ALTRO SI TRATTA ?) AD ALTRI SCHIERAMENTI.

    – NON AVER ALZATO UN DITO CONTRO L’INFAME MODIFICA ALLA LEGGE SULLE PENSIONI DELL’ATTUALE GOVERNO IN NOME DI UN INTERESSE PER LA SALVEZZA DEL PAESE DEL CUI SFACELO E’ CORRESPONSABILE .

    IN CONCLUSIONE:

    NON IMPORTA QUALE SIA LA MIA POSIZIONE SOCIALE O CULTURALE,FATE CONTO CHE IO SIA UNA SEMPLICE X TRACCIATA CON LA MATITA NERA SULLA SCHEDA ELETTORALE CHE DECIDE DOPO 38 ANNI DI SCOLLARSI DALLA SUA POSIZIONE E ANDARE A SPASSO PER CERCARE ARIA NUOVA.

    VALERIO TARETTO

    • giorgio mascitelli ha detto:

      Gentile Valerio,
      non sono certo la persona più adatta a risponderle sul pd, ma visto che non ha ottenuto altrove risposte,magari le interesseranno le mie.
      In primo luogo tra i rimproveri che lei muove al pd ci sono alcune cose di sua, o dei partiti di cui è erede, stretta responsabilità come la mancata legge sul conflitto d’interessi ( c’erano i numeri per farla nella legislatura 96-01) e altre come l’indebolimento del ruolo dei sindacati o le politiche di controllo della finanze che dipendono dallo sviluppo del capitalismo contemporaneo e che riguardano tutti i paesi.
      In secondo luogo il pd fin dal nome si colloca fuori della tradizione della sinistra: è un partito che al suo interno ha sicuramente persone e tradizioni di sinistra così come esponenti del neoliberismo. Secondo me, è sbagliato guardare al pd con la stessa ottica con cui si guardava al pci o anche al pds in tempi passati, anche da parte di persone come noi, che hanno ancora cari i valori di uguaglianza. Si tratta di un partito che non offre più una lettura del mondo, ma approcci pragmatici su singoli problemi.

  2. Lello Masucci ha detto:

    Si vede che sig. Giorgio Mascitelli non conosce nulla del M5S, non dovrebbe esprimersi con il coro dei giornali venduti alla politica del governo e dei partiti che l’appoggiano… anche perché è disdicevole parlare di cose che non si conoscono. Specialmente in politica.

    • giorgio mascitelli ha detto:

      Potrebbe indicare con precisione quali sono gli elementi del mio scritto da cui si deduce che non conosco nulla del movimento 5stelle e quelli che sono tipici del coro dei giornali venduti alla politica?

  3. Lello Masucci ha detto:

    Gentile sig. Giorgio Mascitelli, non voglio aprire una lunga discussione che non ci porterebbe a nulla. Basta come risposta alla sua domanda le poche sue parole dei primi righi del suo post: ” la mancanza di una linea politica ” riferita ai 5 stelle, per capire che lei non ha mai veramente avuto nessuna frequentazione del movimento. E dunque come può poi parlare di spezzoni di vita parlamentare del movimento non sapendo da cosa quella vita viene e dove intende andare?

    • giorgio mascitelli ha detto:

      Tutte le informazioni che posseggo sui 5 stelle mi derivano dalla lettura dal sito di Beppe Grillo e dai link da esso riportati. Visto che non le interessa non vado avanti

  4. lorenzo galbiati ha detto:

    Questo articolo non convince perché ha come punto (molto) debole la sua tesi di fondo, che ne determina tutto lo svolgimento. Sto parlando di quello che è già stato evidenziato da alcuni commentatori, presumo sostenitori del m5S, ed è riassumibile nella frase: “È infatti del tutto evidente che l’intensità del loro linguaggio cresce tanto più quanto più emerge la mancanza di una linea politica.” [dove direi che la parola “intensità” andrebbe sostituita con “volgarità” o “aggressività” o “violenza”]. E’ evidente a chi? Forse a te, caro Giorgio: a chi legge no di certo dato che non dimostri in alcun modo perché, sempre secondo te, il M5S mancherebbe di linea politica. Il fatto che si alzino i toni non è in alcun modo correlato alla mancanza di linea politica. Sembra logico per esempio aspettarsi che un gruppo alzi i toni o perda il controllo quando il Parlamento prende decisioni (il finanziamento alle banche), o usa metodi per approvarle(la ghigliottina) che il gruppo reputao non solo del tutto contrari alla propria linea politica ma anche alla prassi parlamentare, se non a un comportamento etico. E il M5S ha una linea politica che è strettamente collegata alle scelte di comportamento della classe politica (con tutte i problemi del caso, che ora non sto qui a descrivere, basterà dire che la nonviolenza di cui parlano spesso i grillini è da loro agita in modo alquanto contraddittorio). Mi sembra quindi del tutto infondata la conclusione a cui arrivi, ossia che: “La volgarità è il surrogato verbale di un’alterità politica che non può esistere perché non c’è linea politica.”. Non credo proprio manchi linea politica al M5S, penso anzi che le reazioni forti ma anche decisamente eccessive avute in Parlamento siano il segno di una profonda fede in determinati codici di comportamento e scelte politiche conseguenti. I comportamenti esecrabili dei fan della pagina di Grillo verso la Boldrini non hanno nulla a che fare con la linea politica del movimento ma con i mezzi usati per promuoverla e con l’accesso lasciato a chiunque per commentare, la rete infatti permette l’anonimato e in ogni caso la non assunzione della responsabilità di quel che si scrive: da qui la volgarità e il riversarvi tutte le proprie frustrazioni.

    • giorgio mascitelli ha detto:

      La mia tesi è debole, ma quando affermi che il 5 stelle ha una linea politica che è strettamente collegata alle scelte di comportamento della classe politica, che cosa dici di così diverso da me?

      • lorenzo galbiati ha detto:

        Non mi pare che nel testo tu scriva, in qualsiasi modo, che la linea politica del m5s è strettamente connessa a scelte etiche di comportamento della classe politica. Mi sembra anzi che tu dica che la mancanza di linea politica si vede dalla loro continua aggressione verbale, dando quindi un connotato puramente negativo al comportamento che sostituisce la linea politica. A ogni modo, se pensi che la linea politica dei grillini sia strettamente connessa a una idea etica forte, in senso positivo (riduzione dello stipendio ecc.), del comportamento che deve mantenere la classe politica, ok su questo siamo d’accordo. Poi per me non si limita a quello, la loro linea politica. Per il resto mi sembra che non siamo d’accordo. Faccio un altro esempio: io non credo che i grillini percepiscano Boldrini come una persona affine a loro per sensibilità e dalla storia tanto limpida, quindi non condivido il tuo ragionamento su cosa avrebbero fatto se avessero una linea politica. Secondo me la percepiscono in modo assai diverso, proprio perché la loro linea politica è molto distante dalla storia, dalle scelte politiche, dai comportamenti della Boldrini, e per questo la contrastano (in aggiunta penso la contrastino anche perché credono che presieda un’aula che spettasse a loro). Cmq il tuo giudizio sulla linea o non linea politica del m5s è assai diffuso, e credo di comprendere da dove nasca questa conclusione, e pensa che oggi Crozza a Ballarò ha detto che se entro mezzanotte i grillini non scrivono una cazzata su facebook significa che non hanno una “linea politica”: credo che dovresti citarlo per appropriazione indebita! 😉

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