(per bandoneòn, violoncello ed elettronica)

Lello Voce

Giocare con le parole è
giocare con la propria vita.

Oltre e inoltre anche un po' più in là senza confini
senza destini pelle a pelle paura a paura rinuncia
a rinuncia per mano come fossimo astri bambini
pianeti crocifissi all’infanzia vaghi come sorrisi
maghi come sfatati sino all’orlo della delusione
a due palmi dal cuore di lepre d’ogni rivoluzione

prima molto prima d’ogni scommessa d’ogni passo
e contrappasso d’ogni nodo doppio fatto a cappio
a valle delle stelle prima che la mano scagli il sasso
e ora dimmi per quanto tempo abbiamo rinviato il
passato tutto ciò che già era nato dimmi il perderci
immaginami il ritrovarci il dirci sussurrami il mentirci

questo canto non lo canto lo mastico lo inghiotto
questo canto non lo suono lo batto lo importuno
questo corpo non lo tocco lo ballo lo complotto
e mano a mano dimentico i tuoi occhi uno ad uno

dopo ti sogno dopo prima del sonno e del risveglio
quando si muore meglio e ci si arrende quando poi
la guerra fa il suo sangue più denso sempre meglio
che quando per le strade lascia impronte ti sogno
quando tutto questo rumore quest’odore l’orrore
di ogni sentimento resta spento allora sì per ore e ore

appena si scioglie la pena e riannodo respiro e cuore
appena mescolo veleno e fiore saliva e sguardo
pallottola e canna sparo e grilletto punto e lui muore
poi cancello ogni tenerezza ne faccio ferza e sfascio
tutto quello che ti lascio butto via gli anni futuri
mi ficco in tasca chiodi stecchi cocci aguzzi e muri

questo ricordo non lo racconto lo nego l’annego
questo ricordo non lo ricordo lo scrivo e se ne va
questo rimpianto non lo conservo lo fischio lo sfrego
e poi l’accendo come fosse una vocale focaia un altolà

quando ogni risposta avrà perduto la sua domanda
poi se mi chiederai chi comanda appena la luce
è spenta e mescolo oblio e mio amore e propaganda
tu squarcia quello che non dico inghiotti il silenzio
poi sputalo tra i denti mentre ti sibilo di speranza
mentre rubo pelle sesso sole al giorno che avanza

allora solo allora quando tutto sarà cieco e sordo
sarà buio che mordo un’utopia che scarto attrito
delle labbra lingua respiro sudato umido ingordo
come una pena bistrata al bordo delle palpebre
delle rughe dici si cambia solo dentro fuori è scorza
nuvole fiamme vento che passa vita che si smorza

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2 Risposte a Milonga mutante

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