Un estratto dello spettacolo andato in scena all'Elfo Puccini il 26 Novembre a Milano all'interno della manifestazione 63x50: Cinquant'anni del Gruppo 63

Il giuoco con la scimmia
di Enrico Filippini - ideazione e regia Franco Brambilla

I materiali a cui attinge l’autore sono relativamente pochi: un’immagine ambigua di una scimmia di un circo, una bambina d’oro fiabesca, alcuni riferimenti alla corrida, frammenti sparsi di favole da Lo spirito nella bottiglia, le stazioni del Rosarium philosophorum analizzato da Jung in “la psicologia del tranfert”.

L’azione scenica è prevalentemente visiva, essa ha relegato a un ruolo secondario la parola. Questi materiali  sono stati immessi in un teatro grottesco, ironico-parodiaco.L’azione drammatica de Il giuoco con la scimmia è sottratta ai personaggi, che risultano essere più agglomerati di voci e immagini che protagonisti del dramma, essi si muovono all’interno di una struttura circolare che non permette uno sviluppo temporale. Ne risulta un’azione scenica libera e seducente che procede affermandosi e negandosi di continuo senza mai identificarsi con i materiali che hanno originato il lavoro. Le didascalie sono assunte a voce-personaggio con un fine non descrittivo ma intenzionalmente drammatico.

Il filo conduttore dell’azione è Alpha che procede attraverso un monologo che sembra accentrare su di se l’azione stessa invece è soltanto la negazione che spezza e ricompone di continuo il filo conduttore. Il gioco scenico segue la dinamica del sogno e del mondo onirico, dove le immagini, le azioni, le parole fluiscono senza soluzione di continuità.

 

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