Tommaso Ottonieri

(variazione da Enrico Filippini)

: se il mondo è tutto ciò che accade,
chissà sotto quale stella,
è il mescolìo dei liquidi,
a gradi, che è shakerìo di sillabe,
lo sfrigolare di alfabeti come
tra i fili dei tralicci,
se è la materia nera che in tempesta,
liquòrea s'àgita sulla città,
se è l'insieme dei fatti senza traccia di nesso,
l'elastico teso dalle loro coste,
il frastagliarsi,
se è tutto questo che per noi si accade,
appiattiti nel fondo d'un bicchiere,
le pupille a giro acqua di pàlpebre,
dentro gli specchi del caffè Verbano,

adesso il mondo, alcool o lago,
in un giorno di un inverno,
si rovesci,
su noi:

noi, che fra i rovesci,
a spezzarci tra specchi,
nel lembo interno della pioggia,
senza più accadere,
mai più altrove da qui,
senza più muovere nulla,
senza sapere di essere,
fusi alla luce ferma,
così violentemente felici:

 

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