Paolo Fabbri

“Ed ecco a voi, cari spettatori, il nuovo leader democratico” (applausi). Dal gratta e vinci delle primarie del PD, emerge un nuovo Avatar, un'immagine scelta da milioni di elettori per rappresentarli in comunità politiche virtuali o attuali, luoghi di aggregazione, discussione o di giochi on- e off-line. Il trionfatore del match di ritorno della Coppa del Segretario è homo politicus che vuole “scardinare il sistema” e homo festivus: “da domani ci divertiamo insieme”.

Emerge dal mediascape con tratti espressivi che sono difficili da appurare oggi che i confronti di idee diventano duelli d’immagine con sondaggi a carico, le opposizioni compassate di programmi sono sostituite da comparsate con rissa e i grandi racconti e raccontini della politica si sciolgono in gossip. I media amano le cerimonie, i tonfi delle mancate elezioni e i trionfi di quelle riuscite. Ma è diffusa sensazione che quest’ultimo Avatar sia un nec plus ultrà della società dello spettacolo, un estremista centromediale che si muove come un pesce nel suo liquido campo da gioco.

Ora che l’Illuminismo ha lasciato il posto alle luci e paillettes dei set televisivi, questo showman, più preoccupato dai propri riflessi che dalle riflessioni, non dice nulla di sinistro né di sinistra. Per sostituire la ”la peggior classe dirigente”, ci intrattiene sulla “bellezza delle relazioni umane” e vuol commuoverci: “si può piangere in politica”. Per lui, partecipativo e immersivo, un bello spettacolo è sempre meglio di un buon programma.

Si vale però di un genere discorsivo vintage che si distacca dalla diaspora mentale e linguistica della rete: il Comizio Catodico (CoCa). Anche se miniaturizzato - il CoCa sostituisce alla nobile eloquenza la vivace parlantina - il verbo comiziale ha le sue qualità: non facilita le interruzioni, sostituisce al conformismo dei ruoli la civetteria dell’improvvisazione, permette battute da oratorio e ha un retrogusto politichese - ma senza retropensieri, averne oggi è una colpa! Il CoCa di Avatar è ri-generazionale: vuol far corrispondere il “digital divide” con quello dell’età.

Forse i vecchi sono la nuova “altra metà del cielo” - quello del tramonto, che ha le sue albe e i pomeriggi -, ma per lui sono etichette impagliate, fossili ambulanti, handicappati con anacronismo congenito, guardiani di cimiteri ideologici. Inadatti alla norma del “tu” generalizzato e a figurare nelle metafore favorite del discorso liquidatore: il divertimento, dove il fatto è faceto: lo sport dove l’Avatar gioca anche fuori campo con la fascia di capitano; i concorsi di bellezza politica – “giovinezza primavera di bellezza?”. Nel suo dettame al rottame, il CoCa può sorvolare su alcuni dettagli grammaticali come l’uso dell’impersonale (tutto è noi ed io, niente funzioni e cognomi, solo nomi propri) e l’elisione dei complementi oggetto e d’agente.

I verbi feticcio: il Fare, il Cambiare, Riformare, (cosa, chi e con chi?, dove? quanto? e quando? ecc.?). diventano intransitivi e poi si convertono in sostantivi – il governo del Fare! Alle proposte drammatiche si preferiscono le performance autistiche: una miopia sintattica, rafforzata dallo zoom, che permette di fare un giro intorno a se stessi. Dalla rappresentanza politica al presenzialismo televisivo, con meno protocollo e più effetti speciali; relax politico e contrazione fotogenica.

Per il resto, finito il vecchio civismo della disobbedienza, e arruolati, in luogo degli intellettuali critici, gli spin doctors della circolazione di idee fisse, l’esistente si accetta senza valore aggiunto, le esigue contese facilitano le strette intese e nel vuoto delle convinzioni è facile si praticare la tolleranza e pronunciare solecismi. Il semiologo avanzerebbe qualche riserva sullo storno dei fondi simbolici.

In un testo che la scrive lunga, “De Gasperi e gli U2” si asseriva che i giovani Avatar, tediati dalle diatribe sui valori democratici, prendono la bandiera rossa per un significante della Ferrari e l’Internazionale non come inno, ma come squadra.(Aggiungiamo: Il corporativismo come un disturbo del tatuaggio e la Leopolda per la fidata cagnetta di Leotopolino!). Per questo l’Avatar non sbandiera insegne del PD e scrive slogan con Italia al rovescio (AILATI), obbligando il lettore non mancino, a partire da destra. E tutto in tipografia Gentona, Svizzera, sprovvista di grazie e nota per il suo carattere neuro, normale e flessibile.

Dove collocare questa istanza mutante nel sistema del trasformismo italiano? Non è lo Statista, ma neppure il suo opposto, il Guitto e neppure un Tecnocrate col suo antagonista il Demagogo. Mentre i demagoghi sono già diventati guitti (Bossi) e guitti demagoghi (Grillo), i tecnocrati tentano invano di trasformarsi in demagoghi (Monti) e i guitti in statisti (il caimano). Ci aspettiamo tecnocrate guitto (il concorrente sondaggista), lo statista che danza e fa cucina, ecc.

Dal garrulo Avatar, che esiste digitalmente, senza consistere, che non ha credenze ma solo opinioni, si possono temere combinazioni inaudite. Insomma l’epoca è opaca e il progresso retrogrado; aspettavamo la rivoluzione ed ecco la re-involuzione, il grado zero della volontà politica. Dovremo rassegnarci? O cogliere un’occasione. L’overdose della telepresenza, ci costrringe a rivedere la lettura situazionista della società dello spettacolo (1967).

Siamo ormai certi che l’analisi critica non basterà, come sperava Debord, per ritrovare la realtà alienata e negata nel visibilio, nella falsa coscienza da superare nell’autenticità sociale e personale. Bisogna installarsi in queste istanze di mediazione di cui non conosciamo i dispositivi emergenti e le operazioni. Basta che l’autocritica in corso nei media e in politica non ci tolga l’unico diritto intellettuale: non credere agli Avatar: neanche una parola, neppure un’immagine.

 

Share →

12 Risposte a Avatar

  1. Alberto ha detto:

    “.. arruolati, in luogo degli intellettuali critici, gli spin doctors della circolazione di idee fisse, l’esistente si accetta senza valore aggiunto, le esigue contese facilitano le strette intese e nel vuoto delle convinzioni è facile si praticare la tolleranza ..”
    Una società che brancola verso il disastro altro che sferzate a renzi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi