Massimo Gezzi

Una delle frasi migliori con cui si potrebbe condensare il contenuto e il senso dell’ultimo, importante libro di Angelo Ferracuti l’ha scritta un personaggio da lui distante come Oscar Wilde. L’epigrafe d’un capitolo del Costo della vita recita: «Una cosa di cui non si parla non è mai esistita».

Da diversi anni, e cioè almeno dal romanzo-inchiesta Le risorse umane (Feltrinelli, 2006), Ferracuti ha scelto di dedicare la sua scrittura a questo compito, civile e intellettuale insieme: quello, appunto, di ricordare, di testimoniare, di strappare dal silenzio e dall’invisibilità le storie dei più deboli (i migranti, gli operai, i lavoratori precari).

Il costo della vita è dunque un reportage o inchiesta narrativa che vuole far «esistere» la vicenda di tredici operai dei cantieri Mecnavi di Ravenna morti asfissiati nelle stive della nave «Elisabetta Montanari» il 13 marzo 1987, mentre eseguivano lavori di ripulitura. Il più giovane di loro, Marco Gaudenzi, aveva diciotto anni, mentre il più anziano, Vincenzo Padua, era alle soglie della pensione, e di anni ne aveva sessanta.

«Dovevo cercarli, trovarli tutti. I familiari, gli avvocati, i magistrati, la gente che lavorava al porto, i cronisti che avevano scritto e che erano lì quella mattina, i poliziotti, i carabinieri, l’armatore»: con questo monito rivolto alla pagina e a se stesso Ferracuti intraprende il suo viaggio e la sua ricerca, lasciando spesso la parola ai testimoni della tragedia e riuscendo a trasmettere ai lettori la loro dignità e umanità, quasi che ogni gesto inteso a ricordare delle vittime, come avvertiva Carmelo Bene dalla Torre degli Asinelli di Bologna nel 1981, sia anche un omaggio a chi resta e ha subito una perdita irrimediabile e ingiusta.

Sì, perché la morte dei tredici «picchettini» della Mecnavi fu tutto fuorché una fatalità: Ferracuti dipinge un ritratto impietoso dell’armatore Enzo Arienti, fiero oppositore del sindacato e vertice di un sistema di sfruttamento e caporalato che calpestava sistematicamente i diritti degli operai e le norme più elementari di sicurezza (Paolo Volponi, uno dei sicuri fari di Ferracuti, l’avrebbe forse definito una «mosca del capitale»). Facendo questo, però, Il costo della vita non ricostruisce solo tredici vicende individuali, ma porta alla luce le fondamenta di quello che poi sarebbe diventato il «modello della precarietà necessaria», triste e annichilente stigma della nostra contemporaneità.

Il racconto di Ferracuti parte da Ravenna, fulcro narrativo del libro, ma tocca anche molti altri luoghi: da Termoli (dove Arienti si rilanciò dopo il disastro) ad Alfonsine (paese in cui vive il figlio di Padua), dalle Marche (la Navigazione Montanari è di Fano) al ventre del Cairo, città di origine di Mohamed Mased, uno dei tredici picchettini morti asfissiati, di cui Ferracuti ricostruisce con attenta dedizione la fatale storia di emigrazione in Italia.

Nel suo viaggio l’autore interroga giornalisti, sindacalisti, fotografi, vigili del fuoco, e persino il novantasettenne cardinale Ersilio Tonini, che nel giorno del funerale scagliò una feroce omelia contro lo sfruttamento del lavoro e il culto del guadagno. Oltre ai sicuri modelli letterari (su tutti Volponi, Kapuscinski, Orwell), Ferracuti si è scelto anche illustri compagni di viaggio: il libro è infatti corredato da alcuni disegni di Mauro Cicarè e soprattutto dalle foto di Mario Dondero, altro grande reporter civile, che nel marzo 1987 documentò in presa diretta i giorni successivi alla tragedia e i funerali.

In un paese che dimentica persino il passato prossimo con una disinvoltura agghiacciante, il racconto-inchiesta di Ferracuti, in dialogo con altre opere simili come quelle recenti di Leogrande (Il naufragio, Feltrinelli, 2011) o di Di Stefano (La catastròfa, Sellerio, 2011), è un libro emozionante che tiene viva la memoria e ci racconta, con passione, una verità: due parole tabù, in questa Italia e in questo momento storico.

Angelo Ferracuti
Il costo della vita
Storia di una tragedia operaia
Einaudi (2013), pp. 212
€ 19,00

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4 Risposte a Il costo della vita

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