G.B. Zorzoli

MasterCard ha annunciato un accordo con Condé Nast, in base al quale i lettori delle edizioni digitali di Vogue, Wired, Vanity Fair e altri periodici popolari, di cui Condé Nast è editore, potranno immediatamente acquistare un prodotto descritto in un articolo o illustrato in un avviso pubblicitario, semplicemente premendo l’icona di una carta di credito Mastercard, inserita nella pagina.

L’accordo, denominato ShopThis, esordirà il 15 ottobre sull’edizione per tablet di "Wired”. Garry Lyons, responsabile per l’innovazione di MasterCard, ha dichiarato che la tecnologia click-through shopping (acquista con un click) è “digitalmente agnostica”, in quanto utilizzabile su qualsiasi piattaforma digitale: film, televisione, video on line. Naturalmente, al servizio del consumatore. “Si tratta di uno strumento che consentirà a chiunque di acquistare prodotti che appaiono nel contenitore mediatico che sta guardando, senza essere costretto ad interrompere la visione.

Uno potrà attivare ShopThis mentre continua a guardare un film o uno spettacolo televisivo. Vedete un attore con una camicia che vi piace, attivate ShopThis e vi sarà recapitata a casa” (naturalmente nella Mastercard dell’interessato saranno inseriti tutti i suoi dati, misura del collo, altezza, peso, ecc.).

Non è finita qui. Un mese fa MasterCard ha organizzato a New York una presentazione di ciò che bolle in pentola (The Future of Shopping). Particolare enfasi è stata data alla dimostrazione di un’app che esegue la fotografia di una persona, ne realizza la versione tridimensionale e consente di provare su questo avatar un vestito che appare in una foto o in un video, per “vedere come sta”.

In un futuro già incominciato, l’orwelliano Grande Fratello che non ci perde mai di vista, potrebbe essere sostituito da un Grande Fratello che non perdiamo mai di vista; più gradevole, ma non meno invasivo. In prospettiva, egualmente autoritario. Sempre secondo l’ineffabile Mr. Lyons, i frigoriferi potrebbero essere programmati per inviare automaticamente ordinativi al negozio, quando all’interno scarseggiano il latte o le uova, e le lavatrici comportarsi allo stesso modo con il detersivo.

Per lui the potential is endless. Naturalmente nell’interesse della collettività: “noi intendiamo utilizzare la tecnologia per facilitare la vostra vita, una scelta che in qualche caso si tradurrà in una transazione commerciale”.

Duplice la possibile lettura di questa innovazione. Il capitalismo come novello Anteo, che spesso vediamo precipitare, ma ricupera, intatte, le forze ogni volta che tocca terra; quindi praticamente invincibile. Oppure, uno dei tanti tentativi di cercare nuovo ossigeno da parte di un capitalismo in crescente difficoltà.

Nel caso specifico, una risposta verrà dal test di ShopThis su “Wire”. Solo se riuscirà a “facilitare la vita dei consumatori” che lo leggono, per Condé Nast varrà la pena di investire nella sua applicazione alle altre edizioni digitali delle sue riviste. In tal caso, mettendo in moto una reazione a catena, a maggior gloria di Mastercard e di quanti si affretteranno ad adottare ShopThis o sue imitazioni.

Sarà comunque una risposta troppo parziale per consentire il disinvolto accantonamento di una delle due letture. Entrambe le ipotesi continueranno a contenersi il ruolo di attendibile interpretazione delle dinamiche economico-sociali.

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15 Risposte a Comperare senza fatica

  1. jan ha detto:

    Col cazzo che Shop This è “digitalmente agnostica”, è semplicemente una variante dell’acquisto in-app su dispositivi Apple iOS ed è legato a precise implementazioni e configurazioni. I comunicati stampa sono scritti per affascinare e sucitare riflessioni filosofiche, ma un po’ di riflessione tecnica (anche solo da utilizzatore, come GB è) aiuterebbe a restare coi piedi per terra.

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